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Pavullo, ponte di Olina dimenticato alla vigilia dei suoi 500 anni

Il gioiello architettonico è chiuso dal 2019 per crepe senza un piano di recupero Venturelli: «Ci sono 400mila euro disponibili, che cosa si aspetta a utilizzarli?»

Pavullo. Che ne è del recupero del ponte di Olina che unisce Pavullo e Montecreto con una maestosa arcata sul torrente Scoltenna? Il gioiello architettonico del 1522 che dovrebbe essere prioritario recuperare per mille motivi? Arriverà a celebrare nel 2022 il giubileo dei suoi 500 anni nella poco lodevole situazione di (formale) chiusura al traffico in cui versa dal 14 febbraio 2019 per crepe?

A chiederselo e a lanciare il sasso, nel tentativo di smuovere acque indolenti, è il consigliere civico Davide Venturelli. Ricordando che nei primi mesi del 2020 fu data notizia di uno stanziamento da da 400mila euro per il recupero della struttura, segnata da alcune crepe che hanno portato a interdire il passaggio veicolare con ordinanza dei due Comuni (che però non pare troppo rispettata). E che già nel 2019, in concomitanza con la chiusura, a Pavullo fu approvato in Consiglio un documento che impegnava la giunta alla progettazione di un ponte alternativo (anche solo tipo bailey) che consentisse di chiudere l’antico ponte al traffico di automezzi anche una volta ristrutturato. Tutelandolo così come gioiello turistico.


Nulla si è mosso, e alla recente richiesta di chiarimenti sulla situazione, Venturelli si è sentito dare riposte ancora troppo vaghe: «Il sindaco di Pavullo ha parlato di un generico iter di progettazione, senza specificare nulla: né riguardo le effettive modalità di restauro del ponte, né sul progetto di un possibile attraversamento alternativo. Nel documento – spiega – si chiedeva in modo specifico di riportare anche le date e i riferimenti di protocollo di eventuali scambi di documenti tra il Comune di Pavullo e altri enti, ma nulla è stato riportato in merito. Questo fa pensare che il progetto di recupero del ponte non sia più una priorità, nonostante la presenza di risorse da destinare allo scopo. I 400mila euro ci sono: che si usino tempestivamente almeno per il restauro senza ulteriori rimandi – incalza – poi, nel caso avanzino risorse, si potranno destinare al possibile attraversamento alternativo. È ora che i Comuni di Pavullo e Montecreto facciano chiarezza su quanto è stato fatto finora e sulle azioni che intendono intraprendere. O vogliamo arrivare a festeggiare i 500 anni in questo stato?».

Il ponte è molto caro al territorio, basti pensare al gruppo Alpini di Olina e agli altri volontari che si prestano periodicamente per lo sfalcio e le pulizie intorno alla struttura e nel vicino parco, area di grande richiamo estivo. —