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Modena, le Frecce Tricolori alla grande festa con la veste creata da Mirco Pecorari

Per il sessantesimo dello stormo acrobatico le nuove livree progettate dal designer di aerei che lavora in tutto il mondo

I sessant’anni delle Frecce Tricolori saranno celebrati dai caccia decorati con spettacolari “livree” che ricorderanno i cinque gruppi acrobatici prima della fusione in un’unica unità nel 1961 presso la base aerea di Rivolto (Udine). È la realizzazione di un progetto di design che ha presentato Micro Pecorari, 54 anni, un diploma alle superiori Ferrari di Maranello («Dove ho conosciuto Enzo Ferrari»), progettista e designer di aerei di livello internazionale, a capo della sua AircraftStudioDesign di Modena. Mantenendo la fascia tricolore allungata sul lato tutto blu dei caccia Aermacchi, su ogni coda ha applicato le decorazioni in vinile che ricordano le cinque pattuglie che dal Dopoguerra hanno dato fama alla nuova aviazione militare italiana.

La presentazione dello spettacolare intervento di decorazione (tecnicamente chiamato “livrea”) avverrà in settembre in occasione dei festeggiamenti dei sessant’anni dello stormo aereo più famoso d’Italia che comprende dieci caccia: un capo formazione e nove con ruoli diversi, comandati da terra dal capo squadriglia.


Mirco Pecorari, oggi disegnatore di fusoliere, di carrozzerie di veicoli e anche di barche per privati e per aziende di importanza mondiale, come Rolls Royce e Red Bull, è considerato il più grande esperto al mondo di “livree” aeree. E da questo settore è partito.

«Siamo specializzati in design personalizzato e customizzato – spiega – i nostri clienti ci chiedono interventi particolari. Con una livrea realizziamo quello che si aspettano o desiderano. Lavoriamo in tutto il mondo presentando rendering 3D con effetti realistici di alta qualità». Con lui progettano la figlia Federica, ingegnere, esperta di computer design, e il figlio Simone, studente di fisica, che si occupa di rendering e ambientazioni virtuali col casco.

«Alcuni esperti dell’Aeronautica Militare mi avevano chiesto di mettere mano al design delle Frecce. L’aereo attuale, ancora in uso per poco, è tozzo e pesante di suo e la vecchia livrea lo appesantiva. Ho così presentato una livrea per il prototipo che subentrerà, il Leonardo. È più longilinea e gradevole da vedere. Accompagnato da Maurizio Cheli (l’astronauta di Zocca, ndr), un caro amico col quale lavoro, anni fa portai il progetto al capo di stato maggiore e gli piacque molto. Siccome l’areo nuovo è ancora fermo per collaudi e certificazioni, ho pensato di far volare il solista delle Frecce con una livrea delle pattuglie degli anni ‘50. Quando hanno visto la presentazione sono andati in visibilio e abbiamo esteso l’intervento a tutti i caccia».

«C’era un problema logistico: se un aereo dei 18 è in manutenzione e se sono tutti diversi, non può però saltare la manifestazione. Così abbiamo iniziato a ragionare col capo dell’Aeronautica per fare delle livree particolari per il sessantesimo. Un progetto temporaneo. Ma sono venute così bene che scommetto che resteranno per sempre».

«Quindi, dato che non ci sono abbastanza soldi per cambiarla, lasciamo la livrea com’è. Ma le code sono ridisegnate in onore delle vecchie quadre, per cui ci sono “I diavoli rossi”, il “Cavallino rampante” (con la coda in giù) e altre tre. Ricordano gli stormi acrobatici che si esibivano a turno da basi diverse. Dal 1961 sono stati unificati nel 313° gruppo addestramento. Siccome le Frecce sono dieci, ho fatto cinque coppie di code. Ho sviluppato il disegno e l’ho messo in 3D. Poi abbiamo nascosto la livrea vecchia e la ditta di Bolzano Schriftart ha testato gli adesivi di vinile con quattro mesi di voli per vedere se restano correttamente applicati. A terra, il comandante avrà un velivolo col logo del sessantesimo. Alla fine c’è stata l’approvazione». In settembre i dieci aerei della popolare pattuglia acrobatica comandata da Gaetano Farina si presenteranno per la prima volta nella loro nuova veste. A Rivolto parteciperanno tutte le più importanti pattuglie acrobatiche del mondo. «La scorsa settimana sono andato a Udine per vedere come procedevano gli ultimi lavori e sono rimasto con i dieci piloti delle Frecce. Erano entusiasti. È stata una grande soddisfazione professionale».

In realtà, Pecorari – oggi bloccato a Modena per le restrizioni anti Covid – è un viaggiatore instancabile che frequenta aeroporti e raduni aerei di tutto il mondo. È molto conosciuto negli Usa ma ancora poco in Italia. La sua è la passione di un bambino che giocava coi modellini e si è trovato da adulto a costruire aerei veri su commissione per facoltosi privati ma anche per multinazionali. «In fondo i ricchi sono bambini adulti e io non faccio che realizzare i loro sogni. Senza badare a spese ma cercando di creare un oggetto fuori dalla logica di mercato, unico. Che poi è frutto di una lunga tradizione di tanti artigianati locali. A noi modenesi piacciono velocità e bellezza ma soprattutto le cose fatte bene». —

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