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Centro di Modena, via dei Servi bloccata dal cantiere Negozianti infuriati: «Così non si lavora»

Da un mese e mezzo il passaggio è diventato difficoltoso  Gli esercenti: «Incassi in netto calo, ora il Comune ci aiuti»

Gabriele Farina

«Ci manca un asteroide». In via dei Servi l’ironia è l’ultimo baluardo di una crisi al cubo. Alle difficoltà economiche e alle misure anti-pandemia si lega infatti il cantiere al centro della strada. Passare da via dei Servi è diventato un esercizio di pazienza e una prova di sopravvivenza, visto che qualcuno non rinuncia a muoversi in bici o in monopattino sui marciapiedi ancor più ristretti.


I lavori sono iniziati lunedì 12 aprile e si concluderanno (da programma) mercoledì 30 giugno. «Già dall’inizio tutti quanti abbiamo notato un calo vertiginoso degli incassi - rivela Andrea Zanardi, titolare della drogheria 2.0 Tola Dolza - adesso che la temperatura aumenta saranno ancora più bassi. La situazione è già peggiorata». L’attività di Zanardi è tra le più recenti nella strada che collega corso Canalgrande a via Canalino. All’ingresso del cantiere in corso Canalgrande è apparsa una scritta eloquente: “Siamo aperti”. «Abbiamo messo il cartello per far capire che ci siamo - spiega il titolare - per quanto stia diventando sempre più difficile». Dall’altro lato della strada, compare un cartello che illustra la prossima cessazione dell’attività di un negozio storico. Un’attività pronta a ripartire il primo giugno è la Taverna dei Servi. «Adesso che riapriamo vediamo finalmente il bicchiere pieno - esclama il titolare Lorenzo Migliorini - dobbiamo però vedere se le persone verranno. Siamo in una stagione in cui si sta bene al coperto: speriamo di lavorare bene anche all’interno». Il locale aveva presentato una richiesta per gli spazi esterni, ma la risposta è stata negativa. «Hanno iniziato i lavori una settimana prima dell’apertura - afferma Migliorini - ed è stato un fulmine a ciel sereno. Sapendo che avremmo potuto aprire soltanto all’aperto dal Comune avrebbero potuto mettersi una mano sulla coscienza». Sia Zanardi sia Migliorini hanno preso parte agli incontri (a distanza) con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e rappresentanti della giunta. «Li sentiamo quasi settimanalmente in videoconferenza - ribadisce Zanardi - e cercano di aggiornarci nel migliore dei modi sullo stato dei lavori. Non è per fare polemica, ma vedo come avanzano i lavori: sono ancora a uno stato molto arretrato. Il sindaco ha garantito che studieranno altre forme di sostegno: sono molto poco speranzoso». «Siamo abbastanza ottimisti - aggiunge Migliorini - per quanto un mese e mezzo di chiusura forzata non sia stato bello. Con l’appoggio della Lapam abbiamo organizzato incontri con il Comune, che ci ha detto che ci aiuterà. Abbiamo chiesto un aiuto per gli affitti e i locali. Ancora non si sa quanto, come e quando ci darà una mano». —

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