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Serramazzoni, lite tra eredi, il castello di Monfestino va all’asta

Un unico lotto per la parte antica con gli arredi d’antiquariato: il valore base è di 1 milione, rilanci di duemila euro per volta

SERRAMAZZONI. Castello di Monfestino vendesi. Il 13 luglio uno dei manieri più fotografati dell’ Appennino, mura merlate e torri possenti, una sorta di balcone ad 820 metri d’altezza sulla pianura, potrebbe trovare nuovi proprietari.

Sul sito Internet dell’Istituto Vendite Giudiziarie si legge che è stata fissata per quel giorno la vendita “della piena ed esclusiva proprietà”, in un unico lotto. Ciò avviene nell’ambito di un contenzioso civile avviato da tempo, che ha come oggetto la divisione di una eredità. Il prezzo del Castello? Un milione e 376 mila euro, ma l’offerta minima è stata fissata in un milione e 32 mila euro (sono possibili rilanci di duemila euro per volta). Nel caso non si ‘chiuda’ il 13 luglio sono state già definite due date, a novembre e nel febbraio 2022 per ulteriori tentativi di vendita. Nella consulenza tecnica redatta da un professionista si legge che la vendita riguarda una parte del complesso di Monfestino.


Si tratta del Castello arredato con mobili antichi, considerato di importante interesse da parte della Soprintendenza di Bologna, il fabbricato adiacente, compresa l’antica torre circolare, che però è in buona parte rovinata a terra, la legnaia, un’autorimessa e l’abitazione del custode. Dalla valutazione che ha formato il prezzo di vendita rimangono esclusi invece la stalla e un fabbricato che dà sulla piazza di Monfestino, adiacenti ma esterni al Castello, così come il campanile e le autorimesse che danno anch’esse sulla piazza.

Lo stesso vale poi per quattro piccoli appezzamenti di terreno nel borgo o posti vicino al complesso immobiliare in vendita. Non si conosce con esattezza l’epoca della costruzione del Castello di Monfestino. La parte più antica, ancora parzialmente visibile, un tempo era formata da un’alta torre quadrata circondata da possenti mura in pietra locale. La fortificazione, per la sua posizione strategica, essendo posta su uno sperone che domina la pianura, quasi certamente costituiva un avamposto dello sbarramento difensivo del Castro Feroniano che ritardò di circa duecento anni la penetrazione dei Longobardi nel territorio della montagna.

Elevato a Podesteria nel 1375, con tutto il suo territorio detto della Balugola, a partire dal 1409 e sino all’arrivo delle armate napoleoniche nel 1796 il Castello dipese, sotto le signorie dei Contrari e dei Boncompagni, dal feudo di Vignola.

«Dal 1860 alcune delle località della Podesteria furono riunite per formare il Comune di Monfestino in Serramazzoni, l’attuale Serramazzoni – come ricorda ancora il sito visitserramazzoni.it - acquistata nel 1901 e ristrutturata nella sua architettura originale da Fermo Corni. Si presenta splendidamente conservata grazie agli eredi. Si ha da qui l’opportunità di spaziare con lo sguardo dall’Appennino alle Alpi».

Di notte si possono guardare le mille luci della pianura ma tutto questo è finito in secondo piano di fronte ai dissidi tra gli eredi. —