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Medolla. «I nostri morti non sono di serie B»

È la denuncia dei famigliari delle vittime del terremoto del 29 maggio. Celebrazioni e un incontro col presidente Bonaccini

Gabriele Farina

MEDOLLA. «Caro presidente, i nostri morti non sono di serie B». I familiari delle vittime del terremoto sollecitano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nel giorno del nono anniversario della tragedia causata dal terremoto. E l’incontro informale alle spalle del Comune si trasformerà in un tavolo vero e proprio. «Perché non si è voluto indagare sulle morti provocate nei crolli del 2012?», domanda Anna De Prisco durante la cerimonia di commemorazione. È la madre di Giordano Visconti, morto nel crollo dell’Haemotronic in quel tragico 29 maggio 2012. De Prisco è supportata nella denuncia alla Corte europea dei diritti dell’uomo da Antonio Spica, ex consigliere comunale di Bastiglia. «Nove anni non sono sufficienti per superare il dramma, la rabbia e il dolore - ribadisce De Prisco - Mi è sembrato che i nostri morti siano stati considerati di serie B». Bonaccini ha ascoltato De Prisco e ha promesso un incontro dedicato. «Le ventotto vittime non torneranno più alle loro famiglie - il pensiero del presidente della Regione - ed è quindi comprensibilissima la richiesta di giustizia. Li riceverò a breve. Lo faccio molto volentieri e ho trovato una grande dignità e compostezza». Bonaccini tributa complimenti a Lisa Buffagni, l’ex studentessa del Venturi che ha realizzato l’opera di bronzo inaugurata ieri. Si chiama “Riconciliazione” ed è stata collocata in viale Rimembranze come ricordo imperituro delle vittime. «I ragazzi sono diventati tutt’uno con la fabbrica», sottolinea l’artista. Buffagni ricorda l’impegno della quinta F di due anni scolastici (2017-18 e 2018-19), indicando l’unione tra la terra e il cielo. «Mi auguro che il contributo possa aiutare a mantenere vivo il ricordo all’interno della comunità», l’auspicio di Buffagni. Commozione e compostezza si sono uniti quando i famigliari hanno ricevuto fiori da giovanissimi in segno di vicinanza. «Momenti così ci fanno sentire non dimenticati - ha detto Anna Cannavacciuolo, madre di Biagio Santucci, anch’egli morto il 29 maggio durante il crollo dell’Haemotronic - Ringraziamo tutti coloro che hanno permesso di realizzare l’opera d’arte». Cannavacciuolo descrive la sensazione di trovarsi davanti a un muro chiamato burocrazia. «È molto utile ricordare - sottolinea Franco Borghi, padre di Eddy, morto quel giorno alla Bbg di Mirandola - Non riesco a esprimere le sensazioni come vorrei: certi fatti ti toccano in profondità». Sfiorano la targa le rose bianche deposte in memoria delle vittime davanti alla creazione di Buffagni. «L’idea del monumento è partita dalle famiglie - ricorda il sindaco medollese Alberto Calciolari - e la promessa di edificarlo andava mantenuta con coraggio e responsabilità». «Le vite strappate dal terremoto sono state troppe - aggiunge Lisa Luppi, presidente dell’Unione dei Comuni Area Nord - Il pensiero va anche alle vittime indirette del sisma». Luppi delinea due percorsi paralleli: la ricostruzione materiale degli edifici e quella immateriale della comunità. «La voglia di reagire è stata più forte del resto», ribadisce la presidente. Bonaccini si augura possa essere l’ultimo anno da commissario per la ricostruzione. «Rimboccandosi le maniche e lamentandosi poco si può ricostruire, anche dopo una tragedia», la strada indicata dal presidente della Regione. —