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Pavullo Il castello passa a un gestore privato: «Brand Montecuccoli in una rete europea»

Ambiziosi progetti per le associazioni vincitrici del bando: museo su Raimondo, nuove sale e sinergie internazionali

Daniele Montanari

Pavullo. Il castello di Montecuccolo va in Europa, sulle orme di Raimondo, con progetti ambiziosi degni del generale dell’Impero asburgico. L’obiettivo primario dei nuovi gestori è infatti quello di creare un circuito con gli altri manieri legati allo straordinario condottiero secentesco, tra Austria, Ungheria, Croazia e Ungheria.


«Il nome di Raimondo Montecuccoli è un brand europeo: può portarci molto lontano» ha sottolineato Gianni Braglia, presidente dell’associazione Terra e Identità ieri mattina nell’illustrare i piani legati a una svolta storica per il castello. Per la prima volta da quando fu acquistato (nel 1961), aperto inizialmente al pubblico (nel 1998 con l’inaugurazione della mostra di Gino Covili) e riaperto dopo la ristrutturazione (nel 2009) il Comune di Pavullo ha deciso di esternalizzarne la gestione. Vincitrice del bando di sette anni l’associazione di scopo Castelli Estensi, formata dalla modenese Terra e Identità appunto (specializzata sulla storia del Ducato Estense) e dall’associazione di Reggio Matilde di Canossa, che anima i castelli matildici di Canossa e Rossena. I due enti puntano intanto a mettere in circuito Montecuccolo con i castelli reggiani e gli altri estensi di Vignola e Ferrara: «La promozione sinergica tra Parma e Piacenza ha dato grandi risultati: ci ispiriamo a quel modello» ha spiegato Angela Chiapponi della Matilde.

Poi però c’è lo sguardo sull’Europa, legato a un’abbondante iniezione di contenuti al castello, che già contiene le mostre permanenti di Gino Covili e Raffaele Biolchini, oltre al museo naturalistico. Ora si va a un grande ampliamento espositivo: al piano terra sorgerà un Museo di Raimondo, con una sala dedicata all’uomo e letterato e un’altra che ne racconta le guerre. Inaugurazione prevista il 26 giugno: «Ci sono voluti dieci anni di lavoro, ma il nostro sogno ora diventa realtà» ha detto emozionato il curatore Alessio Bononcini (de “Il Frignano dei Montecuccoli”). Il Museo verrà quindi messo in rete europea, partendo dai rapporti già instaurati con Austria e Ungheria.

A rimarcare il legame col territorio, una terza sala sulla storia locale dal 1100 al 1700. Al primo piano ancora storia: quella dei Friniati che tennero testa ai Romani nel percorso curato da Francesco Benozzo, docente dell’Università di Bologna: «Non un luogo inscatolato – ha precisato – ma fermento di arte e cultura: penso ad esempio a concerti di musica folk e celtica abbinati a un luogo simbolo, con ospiti anche internazionali, come per i festival di Corke Glasgow». E ancora, al secondo piano una sala dedicata ai Governatori del Frignano, a cura di Andrea Pini, e al terzo una sulla seconda guerra mondiale allestita dall’Associazione Studi Storici Militari dell’Emilia Romagna.

A coronare il tutto, la riapertura della Locanda del Condottiero, affidata a Carlotta Passoni del Caffè Frignano: «Cucina locale e camere per i turisti – ha spiegato – ma anche un progetto di coinvolgimento delle persone diversamente abili».

«Un ringraziamento sentito all’ufficio Cultura per aver portato a termine quest’operazione lunga e complessa – ha sottolineato il sindaco Luciano Biolchini – grazie a chi negli anni ha voluto e realizzato la ristrutturazione e grazie a Braglia per un progetto di questa portata che valorizza al meglio un castello che è tra le cose più belle non solo del Frignano ma di tutta la provincia». —

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