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Sassuolo, treno Pop, insorgono i residenti che abitano vicino ai binari: «Un rumore infernale»

Viale Gramsci e largo Collodi l’epicentro della protesta anti-decibel Mazzarella: «Devo traslocare» Privitera: «Costretta a doppie finestre» 

SASSUOLO. I residenti di viale Gramsci e di Largo Collodi uniti contro il treno Pop, il sostituto del Gigetto. Il motivo? Troppo rumoroso. Da quando è arrivato, per chi abita a ridosso della stazione è diventato impossibile svolgere le normali attività quotidiane. I problemi in realtà erano iniziati anche prima, con quello che i residenti chiamano il “Trenino Blu”, arrivato nel 2019 e altrettanto rumoroso: così tanto da essersi addirittura meritato l’intitolazione di una pagina Facebook, “Odio il treno blu Sassuolo Modena”.
L’arrivo del treno Pop, comodo e tecnologico, a sostituire il precedente, non ha risolto il problema.
Antonio Mazzarella vive nella sua casa in viale Gramsci da ventisette anni, l’ha ristrutturata da poco, ma sta pensando di traslocare. «Siamo esasperati – commenta – non riusciamo più a dormire, guardare la televisione è impossibile. Il treno passa circa ogni venti-trenta minuti, e interrompe qualsiasi cosa stiamo facendo. Qui nel mio condominio vivono operatori sanitari, persone che fanno i turni di notte che hanno bisogno di riposare, ma il treno quando arriva in stazione sbuffa e fa dei rumori assordanti». 
Antonio racconta che un tempo era abituato a dormire con le finestre aperte; poi, con l’arrivo del trenino blu è stato costretto a installare l’aria condizionata. Finestre sempre chiuse dunque, per i residenti della zona: «Prima non mi ero mai lamentato. Avevo segnalato al sindaco le problematiche col treno blu – prosegue Antonio – che poi era stato sostituito con un altro. Quando è stato annunciato l’arrivo di quello “Pop” da subito mi sono mostrato scettico ed eccoci qui. Ho richiamato il sindaco, ma ha detto che non può farci niente. Mi ha messo in contatto con l’Urp e mi è stato riferito che durante la costruzione del treno hanno fatto le rilevazioni foniche e tutto è risultato in regola». Antonio, però non è convinto: «Qui tremano le tapparelle» dice.
A largo Collodi Alessandra Privitera ha fatto partire una raccolta firme: sono già un centinaio le persone chiamate a raccolta, ma Privitera è convinta che il numero a breve aumenterà. «È dal 2010 –spiega – che ho fatto richiesta all’Urp di barriere antirumore e anche per aumentare il livello di sicurezza. Quando era sindaco Pistoni si stava arrivando all’accordo, ma col cambio di giunta non si è fatto più nulla». Alessandra conferma che i problemi si sono accentuati con l’arrivo prima del Treno Blu, poi del nuovo Pop: «Ho dovuto cambiare gli infissi e mettere i doppi vetri». E aggiunge: «É inutile un treno presentato come così moderno e tecnologico se poi i disagi sono questi. Come penso che sia inutile tanta tecnologia se poi vengono a mancare le basi, come la sicurezza». Una questione, questa, che sta a cuore a Privitera, che segnala la mancanza di barriere adeguate a separare i cortili dove giocano i bambini, talvolta inconsapevoli dei pericoli, e i binari. «Ogni giorno vedo tante persone che per fare prima attraversano i binari. Ma non è tutto. Nell’ultimo passaggio a livello, quello prima della stazione, capita che le sbarre rimangano alzate quando passa il treno. Noi residenti lo sappiamo e stiamo attenti, ma per chi passa di qui di rado è molto pericoloso». —