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A Vignola l’azienda agricola dove si adottano i ciliegi

Alla “Bettino Amidei” l’idea innovativa in una realtà che è attiva da un secolo

Miria Burani

È iniziata nella Valle del Panaro la campagna cerasicola annuale. Dalla fine di maggio alla fine di giugno gli agricoltori riprendono le operazioni di raccolta e di commercializzazione della frutta rossa che da quasi due secoli caratterizzano questo periodo e hanno fatto di Vignola la capitale delle ciliegie.


Proprio a Vignola l'azienda agricola Bettino Amidei di via Pratomavore 6/A, si propone con "Adotta un ciliegio", un'idea innovativa che è iniziata un paio di anni fa e sta creando interesse, unitamente a un flusso turistico di appassionati della natura, della campagna, ma soprattutto delle ciliegie.

«L'idea è venuta tre anni fa, parlando con i figli – racconta il titolare Bettino Amidei, 63 anni – L'intento era di fare raccogliere e toccare con mano le nostre ciliegie a chi volesse venire in azienda. Naturalmente la raccolta avviene a terra, noi raccogliamo quelle nella parte superiore dell'albero». In pratica tutti possono adottare un ciliegio o regalare l'adozione ad altri. È possibile farlo accedendo al sito internet adottaunciliegio.it. Con l'adozione l'albero viene cartellinato con il nome di chi lo ha scelto. Alcuni vanno direttamente a scegliersi l'albero e ad apporre il proprio nome. L'azienda, per parte sua, fornisce regolarmente via mail lo stato di salute della pianta e l'andamento del ciclo rproduttivo con la spedizione di fotografie durante le fasi principali dalla fioritura, all'ingrossamento dei frutti, alla loro maturazione: «Ora inizieranno ad arrivare in azienda i titolari delle adozioni – continua Bettino Amidei – Un'adozione significano 10 chili di ciliegie garantiti. Il costo di un'adozione è di 70 euro e può essere anche destinata a un regalo, in questo caso forniamo il relativo attestato. Ci sono adozioni regalate in occasione di compleanni, come regalo di Natale, ma anche per cresime, comunioni. Ne abbiamo anche da Pantelleria e organizziamo la spedizione dei 10 chili tramite corriere con pacco frigo-conservato». L'azienda agricola è a carattere familiare, è nata ai primi del Novecento e ora è alla quinta generazione.

«Il capostipite è stato mio nonno Domenico, arrivato a Vignola da Fiumalbo, facevano i pastori – racconta – poi arrivati a Vignola hanno iniziato anche a coltivare la frutta ma hanno sempre tenuto anche gli animali, perchè così era tradizione nelle famiglie contadine. Al bisnonno ha fatto seguito il nonno Angelo e a lui sono subentrati mio padre Domenico e mio zio Mariano. Poi sono venuto io e dopo di me ci sono i miei figli Simone e Mirco, che fanno altri lavori e mi aiutano nei mesi estivi di maggior impegno, insieme a mia moglie Ornella. L'allevamento di animali è continuato fino agli anni Novanta ma la frutta però c'era sempre e dopo abbiamo concentrato le coltivazioni solo in questo settore».

Nei sei ettari di terreno in località Due Ponti, Bettino Amidei coltiva con passione ciliegie, albicocche, susine, pere e cachi, cercando continuamente di rinnovare le sue proposte. E se da una parte continua la sperimentazione di nuove varietà, ha piantato 26 diversi tipi di ciliegie, dalle più tradizionali come la Moretta alle più nuove reperibili sul mercato, dall'altro conserva orgogliosamente un filare di pere che risale ai primi decenni del secolo scorso: «È un filare di pere Coscia lungo 200 metri che ha 86 anni – racconta – una varietà di pere delle quali ormai ci sono pochi alberi in zona».

In questi giorni si conclude con la raccolta il ciclo dell'adozione di un ciliegio, dall'altro l'attività aziendale continua con la commercializzazione della frutta a Vignola presso la sede, presso lo stand del mercato contadino nella piazzetta dell'edicola di Brodano, e da quest'anno anche a Carpi, in via Guastalla, dove Bettino Amidei ha aperto un nuovo punto vendita, aperto tutti i giorni, chiuso il lunedì.

«Alle ciliegie si sovrappongono le albicocche – ha concluso Bettino Amidei – poi un po' di pesche, quindi le susine e infine le pere estive in luglio e quelle autunnali nel mese di settembre. Poi in ottobre e novembre si conclude con i cachi. Quest'anno niente, perchè le gelate hanno portato via il cento per cento del prodotto». —