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Fiorano Il presidente del Consiglio Draghi all’Atlas Concorde: «Torno a viaggiare e trovo voglia di fare» 

«L’Italia riparte da qui» Il tour di Draghi al Distretto ceramico «Infrastrutture e tecnologie al centro»

FIORANO Sono probabilmente state tre le “paroline” che l’hanno fatta da padrone nelle ore trascorse dal premier Mario Draghi nel Distretto ceramico. Quali sono? Bretella Campogalliano-Sassuolo. Ci sarà modo di approfondire questo importante tema, che però non è stato evidentemente l’unico di una mattinata che si è incentrata su due appuntamenti principali. Uno a Bologna, con visita al Tecnopolo, e l’altro agli stabilimenti dell’Atlas Concorde di via Canaletto a Spezzano. Draghi ha incontrato gli imprenditori, il presidente della Regione Stefano Bonaccini, i sindaci (presenti Menani da Sassuolo e il padrone di casa Tosi) oltre al presidente della Provincia Gian Domenico Tomei e al prefetto Alessandra Camporota.

Fiorano, la visita del presidente del Consiglio Draghi al distretto ceramico



«Per noi è stato un onore ospitare il premier – sono state le parole di Francesco Tosi, sindaco di Fiorano – Un grande segno di riconoscimento per il nostro paese e per l’intero territorio del Distretto».

La tappa modenese di Draghi, come rivelato dallo stesso premier, è stata anche la prima post “chiusure strette” da pandemia: «In effetti è la prima volta che esco da Roma dopo l’attenuazione del virus. Devo dire che qui a Fiorano, come in precedenza a Bologna, ho percepito grande entusiasmo. Grande voglia di ricominciare, di sprigionare energia imprenditoriale. Mi conforta che ciò accada in un territorio come il vostro che già pre pandemia era un’eccellenza assoluta. Non vi siete mai fermati, neanche nei momenti difficili. Qui, lo avete dimostrato, si può ripartire dopo una crisi. Che per forza non deve essere quella legata al Covid. Dagli amministratori e dagli imprenditori ho avuto indicazioni chiare, richieste precise per il Governo. Il nostro compito, quello appunto del Governo, è di creare il clima giusto, dove al centro ci siano formazione, infrastrutture e ambiente. Il tutto con uno sguardo al futuro».

Ci sono, durante l’intervento di Draghi, alcuni punti salienti. «Siamo pronti a investire 30 miliardi sulla digitalizzazione delle aziende. 12 milioni invece per la formazione e la ricerca che andrà a coinvolgere pure gli Istituti Tecnici cari alla Distretto ceramico. E poi c’è il decreto approvato la scorsa settimana che sarà fondamentale per ridurre e semplificare i passaggi burocratici senza trascurare i diritti e la legalità». Il premier non ha poi dimenticato di omaggiare il lavoro nel Distretto: «Ribadisco che questo è il luogo dove si battono le crisi. E il merito è di chi ci opera, ci investe e ci vive. Qui il Pil cresce a dismisura, di più rispetto alla media nazionale. C’è grande impulso e produttività. Un mix che deve essere accompagnato da infrastrutture, materiali e immateriali».

Draghi è stato accolto dai vertici di Confindustria ceramica, capitanati dal presidente Giovanni Savorani, oltre che da Luca Mussini di Atlas Concorde. Quest’ultimo ha fatto gli onori di casa accogliendo il premier negli spazi privati dell’imponente ceramica fioranese. Inoltre ha ricordato che «il Distretto ceramico è ambasciatore del Made in Italy nel mondo». Un breve intervento prima di lasciare spazio a Savorani. Questi i punti salienti toccati dal numero uno di Confindustria ceramica: «Siamo pronti a chiudere il prossimo anno con dati migliori rispetto all’era pre-Covid. Tuttativa non mancano problemi. Ad esempio la concorrenza estera, quella spagnola in particolare. Per questo poniamo alcuni punti importanti: costo del lavoro e tassazione sul lavoro che devono essere gli stessi in tutta Europa. Regole relative all’ecologia e alle emissioni di C02. Anche in questo caso ci sono delle disparità rispetto ai Paesi esteri. Quindi infrastrutture». E anche Savorani, lo rivelerà in seguito, pronuncerà a Draghi quelle tre “paroline”: Bretella Campogalliano-Sassuolo. —

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