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Scuola, meno sezioni in tutta la provincia di Modena: «Così non si riducono le classi pollaio»

La Cgil critica le decisioni prese dall’ex provveditorato «Calo demografico di 517 studenti, si deve intervenire»

Gabriele Farina

Oltre cinquecento studenti in meno nell’anno scolastico 2021-22. Il quadro tracciato dalla Cgil Modena è indicativo. «L’istituto comprensivo 4 è la punta dell’iceberg», evidenzia Claudio Riso, segretario provinciale Flc-Cgil. Una prima in meno nella scuola media Ferraris non sarà una “mosca bianca”. Nello specifico, sono 517 i giovani modenesi “assenti” rispetto agli iscritti 2020-21 dai dati della Cgil. Il calo demografico è come una marea che avanza.


Le superiori modenesi, invece, sono oggi nella condizione opposta e prevedono 874 studenti in più del periodo precedente. Al contrario, alle elementari di Modena e provincia sono attesi 878 alunni in meno dell’anno scolastico che volge al termine. I 337 alunni in meno alle scuole d’infanzia e i 176 in diminuzione alle medie contribuiscono ad avere un calo complessivo di 517 studenti di ogni ordine e grado: oltre venti classi in meno con 25 studenti a testa. Il numero di studenti per ogni classe si prevede invece in aumento. Il caso della Ferraris è emblematico e non isolato. «Le prime passeranno da nove a otto - spiega Claudio Riso, segretario provinciale Flc-Cgil - con spostamenti di due o tre alunni per classi. Classi di 22 alunni ne potranno avere così 24 o 25». L’elenco stilato dal sindacalista è parziale, ma significativo. «All’istituto comprensivo 6 si passerà da quattro a tre classi di prima elementare - specifica il segretario provinciale - con circa 25 alunni. All’istituto comprensivo 5 ci sarà una sezione in meno per la scuola d’infanzia. L’elementare Palestrina dell’istituto comprensivo 4 avrà una classe in meno, offrendo due prime da 24 alunni con tre alunni certificati. All’elementare Pascoli (istituto comprensivo 9) ci sarà una sola prima».

Il calo demografico non risparmia la provincia. «L’istituto comprensivo Carpi Zona centro avrà cinque classi prime alle elementari al posto delle attuali sette - prosegue Riso - A Baggiovara ci sarà un’unica prima all’istituto comprensivo 7 (l’elementare Montecuccoli). All’elementare di Concordia ci sarà per il secondo anno di fila una prima al posto di due. L’istituto comprensivo Masi di Cavezzo ha chiesto quattro classi prime per le medie, ne sono state concesse tre con 23 studenti per classe e sei alunni con disabilità. Alla media di Ravarino ci saranno due classi da 27 e 26 alunni con due alunni certificati».

Gli accorpamenti nelle classi non rappresentano il massimo con il rispetto delle distanze. «Non sappiamo ancora se varranno le regole attuali per il distanziamento per l’anno prossimo - aggiunge Riso - In ogni caso, anche se sparisse il virus e non ci fossero più problemi, avremmo classi frequentate da giovani che hanno fatto due anni di didattica a distanza. Tali studenti avrebbero bisogno di docenti che insegnano la didattica nel migliore dei modi. Il calo demografico invece paradossalmente rischia di non ridurre il numero degli studenti nelle classi se non cambia la norma».

La norma a cui si riferisce il sindacalista è il decreto del presidente della Repubblica 89 del 20 marzo 2009. «Ben venga l’intervento del Pd - commenta Riso - ma il primo che deve dare risposte è il Parlamento. Il decreto non è più attuale: non lo era prima della pandemia e non lo è adesso. L’invito alla politica è di intervenire, cambiando quanto c’è da cambiare». —

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