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Formigine, farmaco da miliardi che facilita il parto

Mercato a nove zeri per la Tafoxiparina molecola che induce il travaglio. Tra i finanziatori il colosso modenese Opocrin

Opocrin, azienda farmaceutica modenese con sede a Corlo di Formigine con oltre 170 milioni di euro di fatturato e più di 350 dipendenti, è tra i finanziatori dello studio svedese sulla molecola che facilita l’insorgenza del parto. In azienda, specializzata nella produzione di eparina e di altri principi attivi, parlano infatti di «ottimi risultati» per quanto riguarda la fase di studio 2b sulla Tafoxiparina, molecola di eparina modificata.

«Con il Covid è emersa agli occhi dell’opinione pubblica l’importanza dell’eparina come molecola salvavita – spiega Federico Saetti amministratore delegato del Gruppo Opocrin – Opocrin e la sua partecipata Dilafor hanno dimostrato che questa molecola non si limita alla funzioni note da tempo: c’è infatti un universo ancora tutto da scoprire e siamo la prima azienda al mondo a farlo con uno studio clinico di questa portata. Si apre una nuova era per l’induzione farmacologica al travaglio di parto, per rendere questo evento incredibile della vita di una coppia ancora più sicuro per mamma e neonato».


La sperimentazione è stata condotta dalla casa farmaceutica svedese Dilafor, di cui Opocrin è il secondo principale azionista con il 22 per cento delle quote societarie.

Lo studio ha riguardato l’induzione farmacologica al travaglio di parto in donne alla prima gravidanza, a termine, ed ha mostrato «un significativo impatto positivo rispetto al placebo sulla dilatazione della cervice uterina», facilitando l’insorgenza di un travaglio fisiologico con effetti benefici sia sulle mamme che sui neonati.

Circa un quarto delle donne in gravidanza sono soggette all’induzione del travaglio con metodi farmacologici e meccanici purtroppo non sempre pienamente efficaci. Questo può comportare un travaglio di parto anche molto prolungato che può aumentare il ricorso al taglio cesareo e di conseguenza rischi di complicazioni per la madre e il bambino.

La fase di studio 2b ha coinvolto 170 donne alla prima gravidanza che hanno ricevuto un’iniezione sottocutanea di Tafoxiparina o di placebo una volta al giorno nella settimana precedente alla programmata induzione del travaglio. L’obiettivo primario dello studio era quello di documentare gli effetti della Tafoxiparina sulla dilatazione cervicale misurandola secondo lo score di Bishop (sistema di punteggio che valuta la preparazione della cervice uterina al parto). Alcune analisi di mercato, intanto, hanno mostrato che un farmaco come quello in questione, che induce la dilatazione cervicale e favorisce i meccanismi del travaglio di parto, vanta un potenziale di vendite annuali superiori, solo negli Stati Uniti, al miliardo di dollari. —

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