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Maranello. Ferrari in pole position anche nei vaccini Apre l’hub privato: 2.500 dosi a settimana

Dal 7 giugno sedute per i soli dipendenti. L’Ausl sta effettuando sopralluoghi in altre aziende per dare il via libera

MARANELLO. Verrebbe da dire che la pole position le spetta di diritto, anche se questa è una di quelle che si conquistano soprattutto con l’organizzazione.

Da domani Ferrari darà il via alle vaccinazioni negli hub privati e sarà la prima azienda del Modenese a farlo. L’Ausl ha comunicato nei giorni scorsi che consegnerà al Cavallino 500 dosi al giorno per cinque giorni alla settimana. Un numero che è in linea con quanto stabilito dalla Regione.


Ferrari non è l’unica azienda che si sta muovendo con la vaccinazione dei propri dipendenti, e non dei familiari in quanto non consentito dalla normativa, ci sono altre importanti realtà che hanno ormai allestito la logistica e attendono solo il via libera da parte dell’Ausl.

Non è infatti sufficiente solo candidarsi per avere le dosi, occorre un’organizzazione che garantisca la massima sicurezza a chi si dovrà vaccinare. Per questo motivo i tecnici dell’Ausl stanno eseguendo da alcuni giorni - e proseguiranno nei prossimi - le ispezioni per verificare che tutti gli standard siano in regola. Finora i sopralluoghi effettuati sono stati cinque. Tra le realtà più importanti del territorio che hanno manifestato l’intenzione di vaccinare i propri dipendenti ci sono Banca popolare dell’Emilia Romagna e Coop.

Tra l’altro le aziende, per ammortizzare costi e aumentare l’efficienza, potrebbero unirsi in hub e dunque accentrare in un unico luogo il personale di diverse realtà. La priorità infatti non è solo per i dipendenti diretti, ma anche per i loro familiari e appunto altre aziende. Sinergie che dovrebbero garantire anche i numeri imposti dalla Regione. Non appena dal Governo è stata aperta l’opportunità di allestire hub privati, l’Emilia Romagna ha voluto evitare la dispersione di dosi in microrealtà. Meglio poche aziende, in grado di eseguire grandi numeri piuttosto che piccoli centri da poche decine di dosi.

La Regione infatti ha stilato linee guida che prevedono la realizzazione di hub capaci di garantire tra le 200 e le 500 vaccinazioni al giorno e che fungano da centri aggregati per più aziende, compresi i lavoratori dell’indotto e quelli in appalto.

L’accordo è stato raggiunto tramite un incontro con il Tavolo del Patto per il lavoro e per il clima e l’approvazione formale in giunta.

«L’obiettivo – spiega la Regione – è garantire la ripresa in sicurezza dell’intero sistema produttivo ed economico, e accelerare la campagna vaccinale mettendo al servizio del territorio le strutture disponibili. Di qui la scelta di hub con grandi capacità di somministrazioni, per evitare una dispersione di dosi che finirebbe per rallentare la campagna vaccinale». L’avvio delle somministrazioni è iniziato con gradualità a partire dal 3 giugno per una platea che in tutta l’Emilia Romagna è di circa 180mila persone: i lavoratori nelle oltre 300mila aziende emiliano-romagnole sono più di 1 milione e 450mila, ma molti di loro hanno già prenotato o ricevuto il vaccino perché aventi diritto per età, fattori di rischio o situazione familiare.

«L’avvio delle vaccinazioni in azienda è una iniziativa di salute pubblica che va oltre la fondamentale messa in sicurezza dei luoghi di lavoro», hanno detto gli assessori allo Sviluppo economico, Vincenza Colla, e alla Salute, Raffaele Donini. «Tutti i criteri che abbiamo adottato, a partire dal favorire l'aggregazione tra più aziende possibili per contenere la dispersione di dosi e personale, vanno nella direzione di una integrazione con il piano regionale dei vaccini». Tutto ovviamente al netto della disponibilità di dosi, che resta il problema principale. —

GIB

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