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Modena. Il Comune dice addio alle ciclabili: «Tra dieci anni solo corsie riservate»

L’assessore Vandelli: «Quasi tutta la città sarà in zona 30. I cordoli sembrano sicuri, ma sono pericolosi»

Modena. «Tra dieci anni non dovremmo più avere ciclabili». A Ponte Alto si annuncia in sordina una rivoluzione. Davanti a una ventina di persone, l’assessore all’Urbanistica AnnaMaria Vandelli è intervenuto sulla mobilità sostenibile venerdì sera, nel giorno inaugurale della festa cittadina del Pd. «In una città prevalentemente a zona 30 le ciclabili non esistono più - spiega Vandelli - ma dovremo avere le dorsali. Sulle strade a cinquanta chilometri orari si fa una corsia dedicata alle bici, punto». La perentorietà tocca l’apice poco dopo. «Questa è una festa di partito, non un bar», sbotta l’assessore verso un tavolo in cui le chiacchiere raggiungono un volume più elevato di altri.

Seguono applausi scroscianti da cittadini dai capelli bianchi, lo zoccolo duro del pubblico. Torniamo però alla rivoluzione. Cosa ha in mente il Comune? «Zone 30 in quasi l’ottanta per cento del territorio», precisa Vandelli. Dove resterà il limite dei cinquanta chilometri orari? «In strade come via Emilia, via Vignolese, via Morane e via Nonantolana - illustra l’assessore - e su di esse andremo a ricavare, modificando le strade stesse, le dorsali ciclabili, quelle corsie dedicate a chi va in bici». Due i modelli esistenti: strada Morane e via Emilia Ovest (all’altezza dell’Ottavo Campale). Per la mappa futura va rispolverata una nota passata.

Era il 16 luglio 2020 quando il Comune delineava un obiettivo per il 2030. Tre i numeri da tenere a mente: 76, 55 e 21. Settantasei i chilometri delle dorsali previste, cinquantacinque quelli esistenti (in parte da riqualificare) e ventuno quelli da realizzare. Entro l’autunno 2022 si prevedono interventi analoghi in strada San Cataldo, via Nonantolana (zona Crocetta-Due Canali) e via Finzi. Entro il 2025 ecco le dorsali Vignolese (tra via Muratori e via Campi) e strada Sant’Anna.

E le ciclabili tradizionali? «I cordoli sono elementi che tendenzialmente si vivono come sicuri, ma che in realtà rappresentano un grande pericolo - riprende l’assessore - Quando due bici passano nel senso opposto o anche nello stesso senso possono creare un incidente». La linea di Vandelli è appoggiata dagli altri relatori. «Pensate alle ciclabili di vecchio stampo - la posizione di Andrea Burzacchini, amministratore unico dell’agenzia per la Mobilità (Amo) - che sembrano più sicure per chi va in bici, non a contatto con le auto. In realtà, è una sorta di ghettizzazione per chi va in bici». «Nelle ciclabili c’è la commistione con il pedone - il pensiero di Diego Lenzini, consigliere Pd - e la maggior parte degli incidenti avviene in quel momento. La velocità del ciclista diminuisce e il tempo aumenta molto. Così i ciclisti usano la strada, io per primo, nonostante la ciclabile a disposizione». —