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Modena L’abbraccio dei carabinieri nel giorno di festa alla mamma di Massimiliano Tona

Una celebrazione in sordina causa Covid per un anno di operazioni importanti contro il crimine  Ricordato il militare morto in servizio cadendo dalla moto. In tutto 366 arresti e 4.311 denunce

Ieri nella caserma di viale Tassoni i carabinieri del Comando Provinciale hanno commemorato il 207° anniversario della fondazione dell’Arma. Rispettando le norme anti Covid, nella piazza d’armi non si è schierata la Compagnia di formazione su tre blocchi, né i gonfaloni e i labari, e non erano presenti invitati. Il prefetto Alessandra Camporota e il comandante col. Marco Pucciatti hanno deposto una corona di fiori ai militari dell’Arma caduti in servizio, portandosi davanti al monumento dedicato al carabiniere Medaglia d’Oro al Valore Militare Emanuele Messineo, caduto in servizio nel 1974, a soli 25 anni, durante una rapina in banca a Maranello. Un momento commovente è stato l’incontro tra il prefetto e la madre del vicebrigadiere Massimiliano Tona del Nucleo Radiomobile di Modena, morto in servizio per una caduta dalla moto. Il prefetto le ha stretto la mano.

ARRESTI E DENUNCE


Questa sobria celebrazione è stata l’occasione per i fare il punto sulle numerose operazioni condotte nel corso dell’anno. Nonostante la situazione emergenziale, i risultati sono evidenti. La circolazione delle persone ha limitato conseguentemente i reati di strada per i quali l’arma interviene comunque in maniera diffusa in tutta la provincia. Sono state 366 le persone arrestate e 4.311 quelle denunciate alla Procura; tra loro gli autori di 746 furti e 118 rapine. Le 11.059 pattuglie che sono state utilizzate sul territorio provinciale nel corso dell’anno hanno controllato 77.987 persone e 62.202 veicoli.

LE FASCE DEBOLI

Un grande impegno è stato messo nelle attività a tutela delle “fasce deboli”, sia i giovani rispetto all’uso e alla diffusione delle droghe, sia gli anziani, con riguardo alle truffe che li vedono spesso come vittime, sia le violenze contro le vittime fragili commesse in contesti familiari o durante o al termine di relazioni sentimentali. Dall’entrata in vigore del “Codice rosso”a fine maggio, il Comando ha proceduto in 518 casi, tra questi 13 omicidi e tentati omicidi, 280 maltrattamenti in famiglia e 149 atti persecutori.

“OPERAZIONE NARVALI”

Un caso importante condotto con investigazioni per un anno intero è stata la Operazione Narvali. A Modena, Reggio e Rovigo, i carabinieri di Modena hanno eseguito 4 custodie cautelari in carcere ed 1 arresti domiciliari nei confronti di 5 persone (4 rom ed 1 marocchino) ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alle ricettazioni ed ai furti aggravati in danno di bancomat, esercizi commerciali, attività industriali ed artigianali e anche veicoli. I loro colpi avvenivano prevalentemente sui territori delle province di Modena, Reggio, Bologna e Mantova, con una struttura verticistica e con una base operativa individuata in un campo nomadi alle porte di Modena.

USURA A SASSUOLO

Altro caso di rilievo: a gennaio i carabinieri di Sassuolo hanno arrestato in flagranza un 49 enne domiciliato a Maranello per usura ed estorsione. Le indagini sono iniziate in novembre dopo che un operaio del luogo era caduto in un giro di usura. È emerso che la presunta vittima, in difficoltà economiche, si era rivolto all’indagato e, dopo aver ricevuto un primo prestito di 5mila euro, si era ritrovato debitore di somme ingenti, restituite per circa 60mila euro, con un tasso d’interesse ben oltre la soglia legale. L’indebitamento complessivo fino al 2024 avrebbe raggiunto un totale di oltre 90 mila euro. Stessa sorte, è emerso, riguardava un imprenditore che messo “a strozzo” per 30mila euro ricevuto ne ha pagati 100mila.

ANZIANA RAPINATA.

Drammatico un intervento avvenuto in febbraio dei carabinieri di Pavullo. Uno straniero di 25 anni è finito in manette per estorsione e lesioni personali ai danni di una anziana. Era entrato di nascosto nell’abitazione di una donna di 74 anni, costringendola a consegnargli una consistente somma di denaro, dopo averla minacciata di morte e averla colpita al volto con degli schiaffi. Solo dopo aver recuperato le forze, l’anziana era riuscita a chiamare i carabinieri raccontando l’accaduto.

“PERSEVERANCE”

E poi il successo dell’ operazione “Perseverance”, partita dagli sviluppi delle indagini Aemilia e Grimilde, ha permesso di fare luce sulla figura di un noto 59 enne calabrese, rimasto finora a margine delle indagini e delle sentenze Aemilia, che hanno portato alle condanne de gli altri componenti della famiglia, tutt’ora detenuti per associazione di tipo mafioso.

I carabinieri di Modena e la Squadra Mobile di Reggio hanno eseguito 10 misure cautelari personali (7 custodie in carcere, 2 arresti domiciliari e una misura interdittiva) nei confronti di persone gravemente indiziati di reati di associazione di tipo mafioso, finalizzata, tra l’altro, all’estorsione e al trasferimento fraudolento di valori mediante l’attribuzione fittizia della titolarità o disponibilità di denaro, beni o altre utilità, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale o per riciclare denaro “sporco”.