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Modena. La Baracchina si è rifatta il look: «Una vera ripartenza»

Tre mesi di lavori per essere al top in tranquillità e sicurezza «Cambiano gli spazi e l’offerta, ma siamo sempre noi» 

Modena. La Baracchina indossa il vestito nuovo. Domani mattina lo storico locale di viale Amendola riaprirà le porte ai clienti. «In tre mesi di lavoro abbiamo riqualificato completamente il locale - introduce Fabio Cavazzoni, uno dei tre soci - togliendo sostanzialmente tutto quello che c’era e mantenendo solo l’involucro esterno. Abbiamo cambiato anche parte delle vetrate che componevano storicamente la Baracchina».

Un percorso in anteprima mostra gli effetti del restyling. L’interno del locale appare più luminoso, la sistemazione dei tavoli è mutata. Il pavimento è rivestito di ceramica e l’ambiente della cucina è stato rinnovato. La porta dal lato opposto rispetto all’ingresso conduce ancora verso l'esterno. Gli spazi fuori sono cambiati e nuovi tavoli sono posti a distanza di sicurezza. Sono posizionate quattro sedie per tavolo (come all'interno), in ottemperanza alle misure previste per la zona gialla.


Oltre una siepe è collocato l’ambiente esterno “2.0”. «Utilizzeremo la parte del suolo pubblico debitamente richiesta al Comune l’anno scorso - aggiunge Cavazzoni - che c’è stata rinnovata. Lo spazio esterno è molto grande ed è possibile mantenere molta distanza tra la gente. Intendiamo dare un bel servizio in un bel locale, offrendo più tranquillità e sicurezza».

Per raggiungere l’obiettivo, è necessario il rispetto delle regole. Il socio fa subito intendere che non vi saranno “sceriffi”, ma si attende comportamenti responsabili. «Per quanto possibile cerchiamo di mantenere i regolamenti - l’appello di Cavazzoni - per evitare di rendere più critica la situazione. Possiamo aiutare nella nostra misura stando a distanza senza problemi. Servirebbero due persone per controllare il rispetto delle distanze: spero sempre nel buon senso della gente».

Il triumvirato completato da Claudio Montaguti e Lorenzo Ghidotti ha fatto molto affidamento sulle proprie forze. «Per gli interventi nella cucina abbiamo lo sgravio al 50% - aggiunge Cavazzoni - Per tutti gli altri interventi non abbiamo avuto purtroppo più di tanto». Parlando di cucina, il gnocco fritto resterà il piatto forte. Sono però in arrivo novità tra cui hamburger, tartare, ricette per vegetariani e vegani. I lavori erano in preventivo prima della pandemia, che li ha rallentati. «Abbiamo fatto una grossa scommessa - ribadisce il socio - e puntiamo molto sul nostro nome: siamo molto conosciuti a Modena. Ci spaventa di più la situazione epidemiologica, che può dipendere da noi». —