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Vignola Riparte la corsa alle ciliegie «Qualità ok, stesso prezzo»

Il viaggio tra le baracchine e nei campi: «Produzione un pizzico in ritardo Mai come quest’anno sono arrivate richieste per la nostra Moretta tipica»

VIGNOLA. A Vignola parte a rilento ma con ottimi risultati la stagione delle ciliegie e dei duroni. Il freddo dei mesi scorsi ha posticipato di dieci giorni la maturazione della frutta, ma le vendite procedono ora a buoni ritmi. «Le persone cercano prodotti freschi e di qualità – spiega Giacinto Nardini dalla sua baracchina – e la raccolta quest’anno ci ha regalato un bel prodotto. Molto richieste le Morette, in special modo dalle persone locali e da coloro i quali hanno una memoria storica di cos’è l’antica ciliegia vignolese».

«Le Morette vanno a ruba – conferma Giulia Pastorelli, produttrice vignolese – non ne abbiamo abbastanza per soddisfare tutti».


E anche dall’azienda agricola Santunione in via Garofolana giungono ottimi risultati. Così Barbara Rizzi: «È una gran vendita quest’anno. Sono le prime ciliegie della stagione e qui si sfiorano le 2 tonnellate di ciliegie vendute al giorno. Ovviamente una quantità destinata via via a scendere nel corso del mese, la media si assesterà sulla tonnellata quotidiana».

Punto di riferimento della zona Ca’ de Barozzi, Loris Montanari ci parla delle sue vendite. «Le persone arrivano da ovunque per comprare le ciliegie di Vignola. Abbiamo clienti di Modena, Bologna, Parma e anche da Milano e dalla Valtellina. Clienti che passano occasionalmente una volta, s’innamorano della nostra frutta e poi li rivediamo qui tutti gli anni».

Silvana Pignatti con la sua storica produzione che si affaccia sulla circonvallazione ha scelto di rievocare sapori antichi. «Siamo tornati alle origini. Marasca, l’amaranena, Zambella, Marca. Abbiamo puntato su queste varietà che appartengono a più di 70 anni fa e che non si trovano quasi più in commercio».

Qualcuno ha accusato invece la gelata di Pasqua e gli acquazzoni di qualche settimana fa. «Abbiamo avuto uno scarto del 50% – racconta Giulia Pastorelli – soprattutto sulle prime varietà, in particolare le Bigarreau».

E i prezzi? Dai 4 ai 6 euro, fino a raggiungere gli 8 sulla circonvallazione. «Uguali agli altri anni» tutti concordano, a parte Giacinto Nardini che ha riscontrato un lieve abbassamento: «Vendiamo le nostre ciliegie ad un euro in meno rispetto all’anno scorso perché il ritardo di 10 giorni ha portato il frutto a maturazione in concomitanza e concorrenza con albicocche, cocomeri e meloni. Questo rende la ciliegia non più la primizia esclusiva e di nicchia: da qui il lieve abbassamento».

Non resta che sperare in condizioni metereologiche favorevoli nelle prossime settimane. Può dormire sonni tranquilli che ha scelto di investire sulla copertura dei filari, come Giacinto Nardini. «Tutta la nostra coltura è coperta, la pioggia e la grandine non influiranno sulla quantità e la qualità del prodotto. L’intervento di copertura è stato possibile grazie al Consorzio della ciliegia tipica e finanziato in parte alla provincia di Modena».

In balia delle condizioni metereologiche sono invece le aziende agricole come quella di Loris Montanari: «Attualmente abbiamo tutte le piante scoperte, una produzione “al naturale”. L’anno scorso è stato un disastro, la raccolta non è andata oltre al 10 di giungo, fino a quando le piogge ci hanno obbligato a lasciare sugli alberi tante tonnellate di prodotto». —

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