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Solara. La “Bellei Marco”, azienda rinata grazie alla solidarietà

Solara. Un incendio aveva distrutto il fienile: i colleghi hanno contribuito al rilancio

SOLARA. Lavorare in agricoltura è una scelta di vita, dove il duro lavoro, i sacrifici e l'assenza di guadagni facili possono essere solo compensati dalla passione per la terra e la campagna. Così è stato per Marco Bellei e la moglie Teresa Garutti, che alla fine degli anni Settanta, quando si sono sposati, hanno deciso di rimanere in campagna.

«Eravamo molto giovani quando abbiamo deciso di mettere su famiglia – racconta Marco Bellei, 66 anni – ero figlio di un agricoltore e facevo il trattorista perchè mio padre aveva poca terra e una piccola stalla. Mia moglie era sarta, faceva la modellista, ma anche lei era figlia di agricoltori. Lei ha condiviso la mia passione e posso dire che è stata la mia fortuna».


È nata così l'azienda agricola a conduzione familiare, che ora è la Bellei Marco e figli, in via Carrate a Solara di Bomporto. Rimanere in campagna significava per loro anche un modo giusto e un ambiente ideale dove crescere i figli. «Abbiamo però cercato di innovare l'azienda – continua Marco Bellei – Volevamo fare un salto di qualità sul miglioramento del nostro lavoro e sul benessere animale. Abbiamo quindi costruito una stalla moderna per quel tempo. Oggi risulta in realtà un po’ sorpassata perchè anche in agricoltura la tecnologia ha davvero compiuto passi da gigante».

Ora l'azienda si articola su cinque stalle per un totale di 240 capi bovini. Ora lavorano anche il figlio Alessandro, 36 anni, indirizzato prevalentemente alla coltivazione dei campi, e la figlia Benedetta, 32 anni, che si dedica a tutte le incombenze burocratiche e amministrative ma che all'occorrenza non disdegna di mettersi su un trattore e aiutare nei lavori stagionali. Un altro figlio, Christian, 41 anni, ha preferito invece scegliere la strada dell'impegno sociale.

«I ragazzi sono la nostra forza – dice ancora Bellei – se non ci fossero loro avremmo già spento tutto. Invece negli anni 2000 abbiamo acquistato un'azienda per dare la possibilità anche a loro di seguire la strada migliore, con la possibilità di essere indipendenti, innovando sempre e cercando di seguire i progressi tecnologici. Nel 2017 abbiamo realizzato anche un impianto di biogas. Produciamo latte per il Parmigiano Reggiano – dice ancora Bellei – e siamo molto orgogliosi perchè è il formaggio più conosciuto e più apprezzato al mondo. Conferiamo il latte al caseificio Razionale Novese a Novi di Modena».

Tra conduzione e affitto l'azienda può contare su 85 ettari . «Il terreno è abbastanza per una produzione di fieno che sia di autosufficienza per alimentare i nostri animali con solo i nostri foraggi: erba medica e altri».

Il foraggio prodotto nei campi dell'azienda viene poi stoccato. Ed è proprio da un incendio, avvenuto lo scorso anno, di tutto il fienile che per Marco Bellei e la sua famiglia è scattata, da parte dei colleghi, una gara di solidarietà che ha commosso tutto il mondo agricolo e non solo.

«Sono dimostrazioni che fanno emozionare – ha continuato – ci hanno fatto tanto piacere e tanto onore. Indescrivibile l'emozione di quei momenti. Tutto quel fieno bruciato e la struttura demolita mi avevano devastato professionalmente. Anche perchè sia Alessandro che io ci mettiamo una cura maniacale nella produzione del foraggio e vedere tutto letteralmente andare in fumo è stato un grosso colpo, dal quale sarebbe stato difficile riprendersi. Tante persone, però, anche che non conoscevamo sono venute a portarci del fieno, alcuni dei soldi. Abbiamo avuto modo di capire che è proprio vero: bisogna seminare bene, comportarsi bene e alla fine i risultati ci sono».

E dove lo scorso anno c'era una struttura piena di balloni di fieno adesso c'è un grande piazzale. «È proprio in quell'area che stiamo pensando di attuare un progetto che avevamo in mente anche prima dell'incendio: realizzare una nuova struttura, una stalla moderna, tecnologica, con robot di mungitura e di alimentazione e altro ancora. Ci saranno da fare investimenti importanti e proprio per questo occorre pensarci bene. I ragazzi sono entusiasti del progetto, ma per adesso stiamo ancora solo sognando». —