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Finale Emilia. Daria rivive negli altri «Vorrei incontrarli»

Gli organi della mamma 45enne donati anche a un bimbo Il papà Gianni: «Ci piacerebbe conoscere quelle persone» 

FINALE. Daria se n’è andata in marzo, stroncata da un aneurisma celebrale che si è portato via una mamma di 45 anni e gettando nello sconforto la famiglia e tanti conoscenti. Per giorni la commozione in paese è stata tanta, pari quasi alla sua generosità. Perché Daria Bergamini ha scelto, come ultimo gesto d’amore verso il mondo, di donare i propri organi; nei giorni scorsi una lettera del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, Unità operativa Centro Riferimento Trapianti ha infatti informato i familiari della donna, che si erano rivolti per chiedere informazioni, di chi ora può vivere grazie alla sua generosità.

«Il cuore è stato trapiantato in una giovane donna di 26 anni che è in buone condizioni – recita la missiva firmata da Gabriella Sangiorgi – Per il fegato è stato possible il trapiano in due pazienti diversi con la tecnica chirurgica dello spilt e precisamente: in un bimbo di 2 anni e in una donna di 60 anni. Entrambi sono in buona salute grazie al dono ricevuto da Daria e hanno una nuova speranza di vita. I pazienti trapiantati di rene, due giovani uomini rispettivamente di 33 e 41 anni, sono in buone condizioni e hanno potuto riacquistare una ottimale qualità di vita».


Gli altri organi prelevati sono invece conservati presso strutture e pronti per essere utilizzati per altri trapianti appena ve ne sarà la necessità.

«Colgo l’occasione – conclude Sangiorgi – per esprimere il ringraziamento del Centro Riferimento Trapianti e mio personale per aver consentito la donazione degli organi e dei tessuti di Daria».

La lettera arrivata da Bologna ha commosso e inorgoglito la famiglia della mamma finalese. E il papà Gianni, stimato commerciante ambulante di frutta e verdura ora esprime un desiderio. «Non so se sarà possibile ma io spero un giorno di poter incontrare chi sta vivendo anche grazie agli organi di mia figlia. Daria aveva un cuore enorme, era una persona generosa e piena di vitalità. La lettera che ci è giunta a casa allevia un po’ la nostra sofferenza anche se ogni giorno è difficile da affrontare. Però possiamo dirlo: siamo orgogliosi di Daria e di ciò che ha fatto sia come figlia, che come mamma e donna. Ora ci auguriamo che possa dare un futuro a quelle persone che hanno avuto un suo dono e il nostro pensiero va prima di tutto a loro affinché possano trovare una certa serenità». —

F.D.

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