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Formigine. «Tecnici e artisti uniti per dare vita alle moto A Casinalbo nascono pezzi unici al mondo»

Modena Moto Meccanica sarà all’ex macello da un’idea di Loris Giavelli «I nostri prodotti daranno ulteriore lustro all’intera Motor Valley» 

FORMIGINE. Nascerà, entro un anno e mezzo, a Casinalbo di Formigine la “Modena Moto Meccanica” ideata dal sassolese Loris Giavelli. Avrà sede nei fabbricati della direzione e della mensa, e pure nello spazio per le biciclette, dell’ex macello Montorsi, grazie ad una rigorosa ristrutturazione e adattamento degli ambienti e nuovi interventi nella parte edificabile. Occuperà una superficie di 830 metri quadrati. Dai primi anni Novanta l’esperienza di Giavelli nel settore ceramico. Da qualche mese la svolta, per una immersione totale in un piano costruttivo e in una nuova attività che impegnerà artigiani e anche artisti.



Quale l’obiettivo fondamentale?

«È la costruzione di motociclette, in un numero limitato, utilizzando motori commerciali e telai di aziende diverse, mentre noi ci occupiamo di carrozzeria, manubri, marmitte, serbatoi, cercando di tirar fuori da botteghe, officine, i bravi artigiani per portarli nel nostro spazio, in modo da esprimere le loro doti… Siamo già a buon punto per la costruzione di due moto; una è dedicata alla Fontanina di Serramazzoni, la strada panoramica battuta, in passato, da motociclisti e pure dalle Ferrari; l’altra porterà il nome di Mille Miglia. Le esporremo, in giugno, alla Motor Bike Expo di Verona, perché fanno parte del nostro progetto per dare la visione di ciò che vorremmo fare in futuro. Punteremo su particolari originali e di qualità, coinvolgendo artisti che scoveremo nei loro atelier. Ci sono già contatti con lo scultore Claudio Melotti e i pittori Anna Canepari e Remo Resca. Vogliamo produrre moto di grande valore, capaci di destare curiosità e meraviglia. Tendiamo ad arricchire l’immagine della Motor Valley».

L’intenzione , quindi, è accogliere le differenti potenzialità creative?

«Certamente. Anche in altri campi, come l’abbigliamento legato non solo al motociclista. E poi oggetti, come fanno le grandi case di auto e moto. Vorremmo imporre il nostro marchio su diversi prodotti, concepiti dall’estro di artigiane, designer e stiliste, come Maria Martinelli di Daino Due di Sassuolo. Collezioni limitate».

Pare un investimento notevole…

«Ne vale la pena. La struttura a Casinalbo avrà le caratteristiche di un borgo, con officina, club, cucina, bar, terrazzo, barber shop e tattoo shop e anche cinque camere da letto, spazi per attività polivalenti, come eventi riguardanti il mondo dei motori, arte, design, moda. Un luogo vivo, anche di attrazione turistica. Si vuole creare un archivio storico di progetti, invenzioni, creazioni in diversi settori, e dare avvio ad analoghi progetti in varie parti del mondo».

Perché tanta passione per le moto?

«Sono collezionista di moto (e pure d’arte). Ne ho una ventina, soprattutto Harley-Davidson, di cui una trovata a Parigi: una famiglia l’ha tenuta per 20 anni in salotto. Aveva partecipato alla Parigi-Dakar. Altre modificate per la ricerca di nuove libertà. Di auto ho avuto una Ferrari, da record di velocità, che ho venduto lo scorso anno. Ma ho ancora una Porsche, creata per il 50esimo della casa tedesca, e una Ford Mustang».

Ma quale è stata la sua attività negli anni passati?

«Nei primi anni ’90 ho fatto l’impiantista di ceramiche e di forni per ceramiche in Cina, dove sono stato per lunghi periodi. Ho, poi, costituito una piccola commerciale, Giavelli Passione Ceramiche, con agenti per una rete di vendita in Europa e, in misura minore, negli Stati Uniti. Negli anni abbiamo creato un mercato di 300 milioni di euro, importando dalla Cina ceramiche di grandi formati che costavano meno, anche quando le aziende italiane e di altri paesi si misero, con grande sforzo economico, a produrle. Già allora facevano splendidi mosaici per l’esterno. Ho smesso questo lavoro pochi mesi. Ora punto tutto su Modena Moto Meccanica». —

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