Modena. Nel mondo di Della Casa Prima lo spritz per Kevin Costner poi l’aceto Malpighi

In via Paolo Ferrari a Modena, vicino alla casa natale del Drake, c’è un piccolo luogo intriso di colori sognanti e immagini dall’infinita variabilità, di tanta modenesità che ti avvolge come una nuvola di fumo. È lo studio di Giuliano Della Casa, dove l’artista modenese sprigiona la sua dialettica di forma e colore, dove il suo animo da fanciullo ti travolge e ti cattura in un universo unico e variopinto.

MODENA In via Paolo Ferrari a Modena, vicino alla casa natale del Drake, c’è un piccolo luogo intriso di colori sognanti e immagini dall’infinita variabilità, di tanta modenesità che ti avvolge come una nuvola di fumo. È lo studio di Giuliano Della Casa, dove l’artista modenese sprigiona la sua dialettica di forma e colore, dove il suo animo da fanciullo ti travolge e ti cattura in un universo unico e variopinto. Classe 1942, nato a Modena, ha esposto le sue opere in Italia e nel mondo e ha conosciuto i più grandi attori di Hollywood, insieme ai più grandi scrittori come Charles Bukowsky, e quando te lo racconta lo fa con genuinità e senso dell’ironia.

Modena, il mondo di Giuliano della Casa


«Jack Nicholson, ad esempio: quasi tutte le sere ero con lui a bere del whiskey. Aveva un volto eccezionale, ma un sedere come quello di mia nonna. Ricordo che gli chiesi: come mai sei così bello nei film? E lui rispose: Giuliano, ma è Hollywood!»


Giuliano Della Casa che quarant’anni fa ha insegnato a Kevin Costner “la versione primitiva dello spritz”. «Lo incontrai a Los Angeles, ma non sapevo chi fosse. Poi una sera a casa, guardando la tv con mia moglie, un certo film “Balla coi lupi”, ho capito. Lo conobbi di fronte ad una Galleria d’Arte, stava aspettando una persona che era in ritardo.

Lo portai a bere qualcosa, nel bar di fronte: a quei tempi il vino era davvero terribile e quindi gli proposi di metterci dentro del Campari. Mi disse:“Buono questo lavoro qua”». Della Casa sceglie come strumento della sua pittura l’acquerello che usa magnificamente. A scuola però ha studiato scultura: prima il Venturi, poi l’Accademia delle Belle Arti. I suoi grandi ispiratori sono stati i maestri ceramisti faentini e lo scultore Umberto Mastroianni, zio dell’attore Marcello.

«Con lui c’è stata una bella intesa, ho imparato guardando il suo lavoro. All’Accademia non è che ti dicono niente, devi solo lavorare. Però poi devono vedere cosa sai fare. Avevo un’assistente che non capiva le cose che facevo, e si arrabbiava, poi Mastroianni mi ha detto “ma sono cose bellissime”».

Giuliano ha rappresentato nelle sue numerose opere tante eccellenze modenesi, come il Duomo e la Ghirlandina: alcune delle sue creazioni sono esposte in tutto il mondo e Massimo Bottura lo ha scelto per l’Osteria Francescana affiancandolo a grandi artisti internazionali come Damien Hirst, Takashi Murakami. Massimo Malpighi, grande appassionato d’arte e presidente della storica Acetaia modenese, lo ha coinvolto per raccontare con i suoi acquerelli la storia e l’essenza dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop.

«Giuliano è un caro amico e un bravissimo maestro, una persona che riesce a rappresentare la modenesità nella sua forma migliore, pulita e delicata. Con molta umiltà abbiamo pensato di chiedergli qualcosa che potesse rappresentare la ciclicità e la nascita del nostro prodotto principe che è l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop. Lui ha interpretato il nostro territorio con tutti i passaggi che caratterizzano un grande prodotto del Made in Italy e, come dico sempre, del Made in Modena».


L’acquerello realizzato da Giuliano Della Casa per Acetaia Malpighi sarà a breve esposto nella nuova Acetaia dell’azienda modenese: «Realizzeremo una gigantografia - spiega Massimo Malpighi - e la applicheremo in questa nuovissima sala che accoglierà oltre 1500 botti di varie annate e dei legni più antichi, dove turisti e visitatori potranno quindi ammirare due eccellenze: l’Aceto, ma soprattutto la meraviglia dell’arte di Giuliano».


«L’acquerello che ho realizzato per Acetaia Malpighi - spiega Della Casa - vuole descrivere tutta la storia e tutto il lavoro che ci sono dietro alla definizione di questa grande eccellenza, senza dimenticare grandi elementi dell'architettura modenese come il Duomo a l'Accademia, che sono presenti a simboleggiare la città di Modena. E poi naturalmente tutte le immagini che entrano in scena quando si parla della costruzione di questo prodotto: l'uva, le botti, e soprattutto l’immagine di questa bottiglia che è quasi “rabelaisiana».
Giuliano Della Casa collabora anche con numerosi scrittori e poeti per i quali ha illustrato volumi o copertine di volumi. Il suo lavoro a Modena è documentato dalla Poletti.


«Giuliano - conclude Malpighi - è un artista incredibile, dobbiamo considerare la fortuna di avere a Modena un personaggio come lui, che con le sue opera trasmette un’incredibile modernità, potenza e freschezza: dovremmo davvero “imbottigliarlo” come si fa con l’Aceto». —
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