Modena. Gli artigiani del mobile: Tiziano e Riccardo, maestri che ridanno vita alle sedie

La Tc di via Araldi è una storica attività che si occupa anche di restauro «Ci portano di tutto, alcune sono piene di tarli. Abbiamo anche clienti giovani»

MODENA Tiziano e Riccardo Borghi sono padre e figlio. Dal 2008 portano avanti un’attività di mezzo secolo che in città è diventata punto di riferimento per la vendita e l’assistenza di sedie e tavoli per privati e aziende. Si chiama “Tc sedie&tavoli”, si affaccia su via Araldi (al civico 5/9) e da quel 1970 in cui è nata non ha mai abbandonato la sua anima artigianale: qui sedie, tavoli e piccoli complementi ancora si riparano.

Antichi mestieri a Modena / Gli artigiani del mobile: Tiziano e Riccardo, maestri che ridanno vita alle sedie

E arriva letteralmente di tutto nel laboratorio gestito da Tiziano che, quando può, non si tira indietro dal mettere le mani sopra a vecchi oggetti che per i clienti hanno un valore affettivo o dai quali, semplicemente per abitudine, sembrano non volersi separare.


Riccardo, partiamo dalla storia di questa attività.

« Era il 1960 quando il falegname modenese Nino Corradi e il suo “giovane di bottega” Trenti Fioravante, lo zio di mio papà, crearono le fondamenta di questa attività. La Tc nacque però ufficialmente all’inizio degli anni Settanta - quelli del boom economico - con Trenti e il figlio di Nino, Sante. Sono partiti in via Crespellani e poi si sono spostati qui, in via Araldi. Da una piccola bottega, dove oggi è ospitato il nostro laboratorio, hanno preso gli altri due stabili a fianco per fare un po’ di esposizione. Quando io e mio padre abbiamo rilevato l’attività, nel marzo 2008, il negozio aveva già un’impronta moderna e noi abbiamo continuato ad adeguarci ai tempi, pur non rinunciando a trattare la sedia classica. Abbiamo migliorato il servizio e ci siamo affidati completamente alla rivendita di Calligaris. A Modena siamo stati i primi, negli anni Ottanta, a rivenderla e ho assistito al grande cambiamento che l'azienda ha fatto nel tempo: dalla semplice produzione di sedie e tavoli ha ampliato la gamma con tappeti, specchi, quadri, profumi…

Come vi siete divisi i compiti lei e suo padre?

«Lui è l’artigiano, io mi occupo di clienti e fornitori per tutto quello che riguarda gli ordini e le pratiche amministrative. Papà è specializzato nella riparazione, nelle varie tipologie di imbottiture, impagliature e verniciature. Siamo pieni di richieste di riparazioni! A Modena siamo tra i pochissimi a farle ancora… forse gli unici rimasti. Quando abbiamo rilevato il negozio ci siamo portati dietro un pacchetto di clienti bello grosso».

Chi si rivolge a voi?

«Per quanto riguarda la riparazione, dall’operaio al noto avvocato, dal giovane che ci porta la sedia del nonno al nonno stesso che ci porta la sedia da impagliare o da riverniciare. Lavoriamo tanto anche per il Comune, per la polizia locale…»

Cosa vi portano?

«Di tutto, e non sto scherzando. Alcune sedie sono piene di tarli, sono vere e proprie spugne… altroché legno. E diventa difficile fare miracoli. Dove si può intervenire, invece, lo facciamo volentieri. Prendiamo ad esempio l’imbottitura: innanzitutto la sedia è tutta da sbottire – che significa togliere le borchie decorative o la passamaneria ovvero le parti estetiche che fanno da giunzione tra la struttura in legno e il tessuto, ecopelle o pelle – poi andiamo a togliere tutte le graffette manualmente, la gommapiuma marcia o sgretolata e le eventuali molle all’interno, risistemiamo la struttura nel caso necessiti di un eventuale rinforzo, incollaggio o verniciatura, dopodiché ci rimettiamo – a seconda della tipologia di sedia - le molle, una cinghia elastica oppure un pannello multistrato di legno. A questo punto procediamo con i vari strati di gommapiuma e con il rivestimento scelto dal cliente che può essere di tessuto, pelle o ecopelle. Proponiamo diversi materiali ma a volte capita che sia il cliente a portarci quello desiderato».

Parlando invece della vendita, chi si affaccia alla vostra attività?

«Chi si affaccia a noi è un cliente di fascia medio-alta che vuole un prodotto di design con un certo stile. Ma voglio anche sfatare un mito: trattiamo anche un prodotto economico, partiamo dalla seggiolina in plastica da 65 euro. A noi preme capire il bisogno del cliente perché ci interessa che qui trovi la sua dimensione, al di là del costo del prodotto. Insieme a lui andiamo a vedere l’ambientazione, la tipologia di arredamento, la pavimentazione – molto importante – e da lì cominciamo a valutare che tipologia di tavolo serve, le misure, i materiali. E naturalmente anche le sedie annesse, dall’imbottita a quella in polipropilene, per completare infine con l’oggettistica: mobili, tappetti, specchi…» —

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