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Modena, il racconto della donna salvata al Policlinico: «Lo scoppio in casa? Colpa di bombole spray»

La 67enne dell’appartamento di via Fleming racconta il drammatico episodio causato da una sigaretta spenta male

MODENA È stato proprio lo scoppio di bombolette spray a innescare l’onda di pressione che il 3 giugno ha causato il crollo della parete in cartongesso che divideva due appartamenti al nono piano della palazzina Acer di via Fleming 11.

Modena, incendio di via Fleming: "Per una bomboletta spray ho rischiato la vita"



La conferma della prima ipotesi dei vigili del fuoco arriva dalla viva voce della protagonista dell’episodio: la signora Cristina Galloni, 67 anni, inquilina dell’appartamento che ha originato tutto. È lei stessa a ripercorrere la dinamica dal Policlinico, dove le hanno salvato la vita. Sì, perché quando è stata portata via dal 118 la signora oltre ad avere un’intossicazione curata in camera iperbarica, ha evidenziato ai controlli una patologia cardiovascolare (un’ischemia cardiaca a danno delle coronarie) che ha richiesto un delicato intervento di angioplastica nella Cardiologia diretta dal dottor Giuseppe Boriani. Che ieri assieme ai colleghi Fabio Sgura (responsabile Emodinamica), Carlo Cappello (responsabile degenza) e alle infermiere Franca Peli (caposala) e Makai Aldone ha permesso di incontrarla ormai incamminata sulla strada della piena ripresa: si parla di dimissioni nell’arco di pochi giorni.

«La signora ha doppiamente corso un grande rischio – ha sottolineato Boriani – intanto per lo scoppio che poteva investirla in pieno, poi per la patologia cardiaca legato a un mix di stress, predisposizione e danni da sigarette. Che ci ha promesso non toccherà più».

E questo oltre che andare a beneficio della salute scongiurerà in futuro dinamiche come quella che il 3 giugno ha portato all’emergenza. «Avevo fumato una sigaretta in bagno spegnendola male – racconta Cristina – è caduta dal portacenere finendo sopra una pila di indumenti che hanno preso fuoco lentamente. Tanto che io inizialmente dal soggiorno non mi ero accorta di nulla. Poi si è sprigionata una vampa che è andata a propagarsi in un mobiletto dove tenevo dentro 3 o 4 bombolette spray: lacca, deodoranti e cose del genere. Che sono scoppiate insieme causando l’onda di pressione che, passando attraverso la porta del bagno aperta, ha attraversato un corridoio finendo contro la parete della camera da letto, facendola crollare. È stato un bello spavento».

Ma la signora alla fine può anche dirsi fortunata: «Alla fine non mi sono fatta niente di grave, e qui in ospedale ho trovato un reparto splendido che mi ha curato da una malattia al cuore che non sapevo neanche di avere. Le infermiere poi mi stanno anche organizzando una sistemazione per quando verrò dimessa, in attesa di rientrare a casa». —

D.M.

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