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Nonantola, la Partecipanza assegna i suoi terreni

Un appuntamento che risale all’anno mille e che si rinnoverà domenica: il sorteggio in piazzetta del Pozzo

Il filo rosso con la storia continua. Domenica alle 10 si rinnova il sorteggio pubblico dei Cò. La tradizione risale al 1058 e si ripropone nella piazzetta del Pozzo. Un bambino sorteggerà i Cò, ovvero gli appezzamenti di terra della Partecipanza di Nonantola. L’assegnazione avverrà davanti al presidente della Partecipanza Alberto Reggiani, al sindaco nonantolano Federica Nannetti, al sottosegretario regionale Stefano Baruffi e al presidente del Comitato di Coordinamento Michele Filippini.

«La Partecipanza nonantolana è la più antica delle otto presenti in Italia – ricorda Ivan Melotti, archivista della Partecipanza, mostrando una pergamena datata 1641 – e la nomina dei capi Co veniva data alle persone dabbene, autorevoli, i giusti del paese. Molti cognomi storici della nostra zona sono rimasti ancora ai giorni nostri, come Ansaloni, Bevini, Reggiani, Zoboli e tanti altri».


Il “riparto” è uno dei momenti istituzionali più importanti per la Partecipanza poiché periodicamente consente fisicamente il diritto di godimento del bene terreno ai partecipanti. Storicamente avveniva ogni nove anni, per poi passare ai diciotto anni al fine di favorire le culture frutticole. Attualmente dura dodici anni. Si procede al riparto dividendo il tenimento dei 760 ettari (compresi canali, strade, terreni coltivati) in tanti appezzamenti detti Cò, ai quali è attribuito un raccolto uguale distribuito. Successivamente, tramite l’estrazione a sorte, si assegna ciascun appezzamento ad un capo Co. I ventuno terreni andranno così a ventun famiglie. A sua volta, ogni appezzamento è ulteriormente diviso in un numero uguale di frazioni minori chiamate “bocche” corrispondenti a 2mila metri. Ogni capo famiglia riceve un numero di “bocche” pari al numero dei componenti della propria famiglia.

«Noi come volontari siamo fieri ed orgogliosi di poter trasmettere e poter svolgere questa festa con amici e tutta la cittadinanza nonantolana – racconta il presidente Reggiani – La nostra realtà è un insieme bellissimo di diverse attività. È come unire musica, teatro, agronomia e natura in un solo ente. Possiamo studiare gli scritti antichi, passeggiare e girare in bicicletta per il bosco oppure coltivare la terra che era dei nostri antenati».

La Partecipanza realizza progetti per le scuole e lo sport, il teatro e la musica. «Nessuno resta escluso – continua Reggiani – c’è tanto senso di appartenenza e di riconoscimento da parte dei nostri concittadini, senza ovviamente escludere i paesi vicini, anzi siamo inclusivi e felici di far partecipare ogni persona».

Ma alcune tradizioni cambiano: il terreno coltivabile originariamente passava da padre a figlio senza contare la figura femminile come capo Cò, mentre oggi la “quota rosa” è riconosciuta. Un’altra caratteristica risiede nell’abitare a Nonantola per poter avere diritto al terreno: coloro che sono emigrati in altre città o Stati, una volta tornati, posso richiedere di rientrare nelle liste e partecipare nuovamente al sorteggio. Al momento si cerca di affrontare il problema della bassa natalità. «Stiamo pensando di concedere il diritto della terra anche ai bambini che prenderanno il cognome del padre – conclude Melotti – non della famiglia partecipante. I tempi e le necessità evolvono e giustamente seguiamo il corso». —

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