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Nidi, Modena promossa. Bene Bassa e capoluogo. Appennino in difficoltà

La provincia ha superato l’obiettivo Ue di garantire un posto ogni tre bimbi San Possidonio e Pavullo in cima alla classifica, ma 10 Comuni sono sotto il 20%

MODENA. Magari a San Possidonio non si aspettavano di riuscire addirittura a... doppiare Barcellona, ma la realtà è proprio questa. E se la palma del paese ideale per i bimbi - e per i genitori... - va senza dubbio alla Bassa, in Appennino c’è un grosso Comune che fa eccezione in una realtà non esattamente idilliaca: quello di Pavullo, che strappa il secondo posto sul podio.

Al centro ci sono i bimbi, e in particolare quelli di età compresa tra uno e tre anni, e la capacità del territorio di offrire un posto all’asilo nido per i nuovi nati. Un servizio considerato sempre più importante dall’Unione Europea, che tra gli “obiettivi di Barcellona” ha inserito la capacità dei Paesi membri di garantire un posto al nido ad almeno un bimbo su tre nati. Un’asticella apparentemente nemmeno troppo elevata per il 2021: eppure più della metà dei Paesi Ue non sono ancora riusciti a raggiungerlo.

Paesi tra cui c’è anche l’Italia, ancora ferma al 25,5% della copertura, ovvero un posto ogni quattro nati. A confermarlo è l’ultimo rapporto Openpolis sulla povertà educativa, che restituisce però una realtà molto diversa per l’Emilia Romagna, che con il 39,2% di posti all’asilo su cento nati supera abbondantemente l’obiettivo di Barcellona. Numeri che si riferiscono al 2018, e che collocano l’Emilia tra le sole cinque regioni che hanno raggiunto almeno il 33%.

Ma come vanno le cose in provincia di Modena? Anche da noi l’obiettivo è stato superato, ma con una percentuale inferiore a quella regionale: la copertura del 37,60% vale il sesto posto in una classifica dominata da Ravenna - 46,80 posti ogni cento bambini - e chiusa da Piacenza (25,80), che insieme a Rimini non raggiunge la soglia fissata dall’Europa. Dati comunque positivi, quelli modenesi, anche se la fotografia della provincia restituisce realtà molto diverse tra loro: in generale vanno bene Bassa e Terre d’Argine - pur con qualche distinguo - mentre nelle Terre di Castelli, nel distretto del Sorbara e in Appennino ci sono diversi Comuni in difficoltà. Vanno bene quasi tutti i centri con più di 25mila abitanti, con Modena in cima alla classifica.

Passando ai numeri, dunque, il Comune modenese che garantisce più posti al nido - tra pubblico e privato - è San Possidonio, che con due asili e 40 posti garantisce la possibilità di accedere al servizio al 68,4% dei bimbi. Per arrivare al secondo posto bisogna attraversare la provincia, perché a Pavullo gli 8 nidi per 239 posti garantiscono la copertura per il 60,1% dei piccoli. Segue un altro paese dell’Appennino, ovvero Montefiorino, dove il nido presente offre un posto al 58% dei bimbi.

Passando ai centri principali della provincia, i dati migliori sono quelli di Modena: nel capoluogo ci sono 69 servizi attivi, per un totale di 2.101 posti, ovvero il 45,8% dei bambini fino a tre anni. Un po’ più indietro Carpi, che con 14 nidi ha una copertura di 568 posti, ovvero il 33,2% dei bimbi, sfiorando così l’obiettivo di Barcellona. Va meglio a Sassuolo, dove gli asili sono 13, per 357 posti e una copertura del 36,3%. Buona performance per Formigine, dove i servizi attivi sono 10, per 358 posti, ovvero il 39,6%. Di poco sotto l’obiettivo Ue invece Castelfranco, dove i nidi sono 9, per 267 posti e una copertura del 31,2%, e Vignola, che raggiunge il 30,1%.

Ma quali sono i Comuni dove il servizio non c’è o dove la percentuale di copertura è molto bassa? Quelli più in difficoltà sono i piccoli paesi dell’Appennino, ovvero Fiumalbo, Montecreto, Montese, Palagano, Polinago e Riolunato, dove il nido non c’è, mentre ad avere una bassa copertura sono anche Castelnuovo (21,2%), Castelvetro (22,4%), Lama (19,8%), Serramazzoni (17,3%) e Zocca (16,4%). In tutto sono 10 i Comuni che non raggiungono il 20%. —

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