LA GUIDA/ Zona bianca le regole in Emilia Romagna. Cosa cambia, cosa si può e non si può (ancora) fare

Dal 14 giugno l'Emilia Romagna entra nella fascia a minor rischio, ma attenzione: non è un liberi tutti. Restano ancora regole e distanziamenti da rispettare.

Da lunedì 14 giugno oltre 40 milioni di italiani saranno in ' zona bianca, senza coprifuoco e quasi alcuna prescrizione, ma il ministro Speranza e gli esperti invitano alla prudenza per non vanificare gli sforzi fatti, continuando a fare uso di mascherine e distanziamento.L'Emilia Romagna è tra le regioni che passa allazona bianca. Ecco cosa cambia, cosa si può e (ancora) non si può fare 

gli spostamenti

Addio al coprifuoco e ci si muove liberamente

Con l’ingresso da domani in zona bianca torna la massima libertà di spostamento e il coprifuoco viene abolito. Non esistono limiti relativi agli orari o ai motivi dello spostamento verso altre località della zona bianca. Ad esempio all’interno dell’Emilia Romagna o verso altre regioni bianche, come il Veneto. Se ci si sposta verso una zona gialla (ad esempio la Toscana) non occorre giustificare il motivo, ma si dovranno rispettare le restrizioni orarie della zona gialla in cui resta il coprifuoco dalla mezzanotte alle 5.
Cosa succede se ci dobbiamo muovere verso una zona arancione o rossa (al momento non ce ne sono in Italia)? Lo si potrà sempre fare per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Oppure ci si potrà sempre spostare verso tutto il territorio nazionale, se chi si sposta è in possesso di una “certificazione verde Covid-19” valida, nel rispetto delle specifiche restrizioni di orario previste per gli spostamenti nella zona di destinazione. —

La socialità

A casa di parenti e amici senza alcun limite

Dopo un inverno e una primavera in cui anche andare a trovare un parente era un problema, la zona bianca regala nuovamente la libertà di far visita a chi vogliamo senza doverci preoccupare di dover guardare l’orologio o di contare in quanti ci si sposta. In zona bianca infatti si può andare a far visita ad amici e parenti senza alcuna limitazione nell’orario e neanche nel numero di persone. Ad esempio si potrà guardare tutti insieme una partita della Nazionale a casa di amici per uno dei rituali più classici di sempre (usando la mascherina che resta obbligatoria se non c’è il distanziamento). Se invece vogliamo andare a far visita a parenti o amici che vivono in zona gialla potremo farlo solo dalle 5 alle 24, fino a un massimo di quattro persone che possono portare con sé i figli minorenni (o altri minori di 18 anni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale) e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi. —

I bar e i ristoranti

Tavolate libere all’aperto, al chiuso massimo in sei

La zona bianca consente anche a bar e ristoranti innanzitutto di non avere più limiti di orario. Potranno terminare i propri servizi all’ora che vorranno, senza “forzare” i bocconi ai clienti. Cambiano anche le regole per i tavoli. All’aperto si potranno allestire tavolate senza più un tetto al numero dei commensali seduti e quindi via libera a cene con gli amici allo stesso tavolo. Resta l’obbligo della distanza di un metro tra un tavolo e l’altro. Al chiuso, dove ovviamente resta sempre il distanziamento tra i tavoli, ci si potrà sedere al massimo in sei, ad eccezione dei conviventi. Per questi ultimi non esiste un limite. All’interno dei locali si dovrà sempre indossare la mascherina quando ci si sposta, ad esempio per andare in bagno, così come resta l’obbligo per camerieri e addetti di indossare i dispositivi di protezione. Al netto delle norme di prevenzione più blande, è davvero la svolta per uno dei settori più provati dalla pandemia. —

La prevenzione

Mascherine obbligatorie senza distanziamento

E le mascherine? I dispositivi di protezione individuale restano obbligatori per evitare il contagio (ricordiamo che non ci sono distinzioni tra chi è vaccinato e chi ancora non lo è). I cittadini devono indossarli sia all’aperto sia al chiuso in luoghi diversi dalla propria abitazione, fatta eccezione per i casi in cui è garantito l’isolamento continuativo da ogni persona non convivente. L’obbligo non è previsto per i bambini sotto i 6 anni, per i soggetti che, per la loro invalidità o patologia, non possono indossare la mascherina, gli operatori o persone che, per assistere una persona esente, non possono a loro volta indossare la mascherina (per esempio per parlare nella lingua Lis per non udenti). Inoltre, non è obbligatoria, sia all’aperto che al chiuso mentre si fa attività sportiva, mentre si mangia o si beve, nei luoghi e negli orari in cui è consentito, quando si è solo con i propri conviventi. È comunque fortemente raccomandato l’uso delle mascherine anche all’interno delle abitazioni private, in presenza di persone non conviventi. —

Le attività

Dai centri termali al bingo, tutti possono riaprire 

L’ingresso in zona bianca è la svolta per tutte le attività commerciali a 360 gradi. Andiamo con ordine. Come già previsto dalla zona gialla tutte i negozi dei centri commerciali possono restare aperti anche nei fine–settimana. La prima grande novità riguarda i centri culturali, i centri sociali e ricreativi che domani finalmente potranno di nuovo ripartire. Un’altra fetta di attività imprenditoriali che può ripartire è quella del gioco. E così le sale giochi, le sale scommesse, i bingo e i casinò saranno nuovamente operativi dopo mesi di chiusure. Riaprono anche i parchi tematici e di divertimento (che comunque avrebbero riaperto anche in zona gialla). Anche le piscine al chiuso possono finalmente consentire l’accesso a chi desidera nuotare. Stessa cosa per i centri benessere e termali. Insomma via libera per tutti, restano penalizzate le discoteche a cui dedichiamo un capitolo a parte. —

Il lasciapassare

Il Green pass necessario per eventi e viaggi

Le “certificazioni verdi Covid-19” anche dette “green pass”, sono certificazioni che attestano la sussistenza di condizioni personali che consentono gli spostamenti sul territorio nazionale senza motivazioni particolari, qualora tornassero zone arancioni o rosse dunque con alto rischio di contagio, o per viaggiare all’estero o per partecipare a eventi. Si può ottenere in tre casi: dopo aver completato la vaccinazione, essere guariti dal Covid (da non più di 6 mesi), con cessazione dell'isolamento, aver effettuato un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo (non più di 48 ore prima). Le certificazioni verdi Covid-19 rilasciate in conformità al diritto vigente negli Stati membri dell'Unione europea e quelle rilasciate in uno Stato terzo a seguito di una vaccinazione riconosciuta nell'Unione europea e validate da uno Stato membro dell’Unione europea sono riconosciute come equivalenti a quelle nazionali e valide se conformi ai criteri definiti con circolare del Ministero della salute. —

Il caso

Le discoteche e il bluff delle notti senza ballo

Restano al palo le discoteche, anche in zona bianca. In linea teorica possono riaprire, ma c’è il divieto di ballare. Si potrebbe tentare un’apertura sotto forma di bar o ristoranti, ma si andrebbe a snaturare l’essenza stessa dei locali da ballo . Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha ipotizzato l’avvio a breve di un tavolo tecnico per avviare un percorso idoneo a fissare una data per la possibile riapertura in sicurezza. Ed i gestori dei locali protestano. Per i titolari del Musica di Riccione «l'incertezza non aiuta una programmazione seria e organizzata. Siamo abituati a pianificare almeno con un anno di anticipo e non sapere domani mattina cosa dobbiamo fare ci costringe a scommettere sul futuro».
Tra le tante idee c’è quella di una riapertura (vera) il primo di luglio, magari utilizzando il Green pass come lasciapassare per i ragazzi. Ma occorre fare in fretta, perché si rischia di perdere la stagione. —

Le cerimonie

Matrimoni, festa sì ma solo con “carta verde

Già da domani (ma in zona gialla ci sarebbe stato l’ok da martedì 15 giugno) è possibile l’organizzazione di matrimoni, battesimi, cresime, compleanni e banchetti successivi a questo tipo di cerimonie. Non ci sono limiti al numero di partecipanti (in realtà il tetto c’è ma è molto alto, mille persone), ma occorrerà calcolare gli invitati in base allo spazio a disposizione garantendo almeno 2 metri di distanza. Per aver accesso alla festa si dovrà essere vaccinati (anche con una dose ma da almeno 15 giorni), essere guariti da non più di sei mesi o aver effettuato nelle 48 ore precedenti all’evento un tampone molecolare o antigenico al Covid con esito negativo. E anche per gli sposi vige l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso o all’aperto se non si può mantenere la distanza. Si potrà anche allestire il classico buffet, ma per gustarsi le prelibatezze non si potrà fare da soli: niente self- service. Per chi sceglie la band dal vivo ci dovranno essere tre metri tra i musicisti e il pubblico. —

Lo sport

Nessuna restrizione, si può giocare indoor

Con l’ingresso in zona bianca decadono sostanzialmente anche le ultime restrizioni per lo sport, che già in fascia gialla e all’aria aperta non aveva di fatto limitazioni. Si legge sul sito del Governo che in zona bianca «l’attività sportiva, anche di contatto, può essere svolta all’interno di luoghi al chiuso nel rispetto delle “Linee Guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere” emanate dal Dipartimento per lo sport ed assicurando adeguati sistemi di ricambio dell’aria, senza ricircolo. Si precisa che, in base alla normativa vigente, il distanziamento previsto dalle linee guida deve intendersi per le attività motorie e sportive svolte in forma individuale, e non per quelle di contatto che, in zona bianca, sono consentite senza distanziamento». E quindi anche al chiuso si potrà ad esempio giocare a basket o calcetto. Una buona notizia soprattutto per alcune discipline che da settembre dovranno riprendere la loro canonica attività indoor.

La svolta

I dati che “hanno liberato” l’Emilia Romagna

Con le novità apportate dal governo del presidente del Consiglio Mario Draghi, l’indice di contagio Rt non è più il criterio fondamentale per definire la fascia di ciascuna regione. Sono due i dati principali che vengono presi in considerazione: il tasso settimanale di incidenza dei nuovi contagi ogni centomila abitanti e l’occupazione dei posti letto. Per entrare in zona bianca occorre avere per tre settimane consecutive il tasso di incidenza sotto 50. Al momento l’Emilia Romagna ha un tasso di incidenza a 22 (dato dell’8 giugno). Per quanto concerne l’occupazione degli ospedali i dati sono ottimi e consentono ormai alle strutture di riprendere la normale attività. Le Terapie intensive in regione sono occupare al 9 per cento, le altre aree mediche Covid al 6 per cento. Sono i numeri a decretare una discesa netta della curva dei contagi, condizione indispensabile per alleggerire tutte le restrizioni nei confronti della cittadinanza.