Modena. «Bimbo caduto, non giudicate le maestre»

Le mamme dell’asilo Carbonieri fanno scudo all’educatrice che era in palestra con il bimbo precipitato dal primo piano

Modena. «Nutriamo stima per l’educatrice coinvolta e in epoca di Covid le insegnanti si sono trovate a gestire una situazione veramente difficile».

Fanno quadrato intorno all’insegnante le mamme dell’asilo Carbonieri di via Emilia est, dove nella mattinata di venerdì, un bambino ghanese di 4 anni disabile è caduto da una finestra.


Il piccolo era con l’insegnante nella palestra, al primo piano. L’educatrice si è avvicinata alla finestra per aprirla e non ha avuto modo di intervenire per evitare che il piccolo si arrampicasse e si sporgesse nel vuoto, prima di cadere. Il bambino è stato subito portato al Policlinco dov’era ricoverato in prognosi riservata. Ieri è stato trasferito al reparto di Pediatria, ma la prognosi non è ancora stata sciolta per gli accertamenti necessari. Il bambino non versa in pericolo di vita.



Le manne dei bimbi che frequentano la scuola d’infanzia blindano la maestra, pur senza dimenticare la gravità dell’accaduto.

«Il bambino era sempre in sezione con i compagni nei momenti in cui portavo mio figlio a scuola – spiega una mamma – Nutro tuttora una grande stima per l’educatrice coinvolta e non vorrei fosse sollevata dall’incarico o quant’altro. Purtroppo, quest’anno, i bambini hanno cambiato due insegnanti, un ruolo e un part time».

«Nel primo caso – continua la mamma – non hanno avuto una figura stabile per più di tre mesi per cui è stato naturale che, per favorire il benessere dei bambini, loro abbiano trovato riferimento nel personale Bes (sigla che sta per bisogni educativi speciali, ndr), e si siano sempre rese disponibili per mantenere un clima sereno e propositivo. Con questo non giustifico assolutamente l’accaduto ma sottolineo che, in epoca di Covid e qualche mancanza da parte delle istituzioni (incarichi e ore Bes per altri bambini certificati) le insegnanti si siano trovate a gestire un anno veramente difficile».

La mamma del bimbo rimasto ferito ha parlato in chat con gli altri genitori, rassicurandoli: «Il mio bimbo sta bene, siamo profondamente spaventati, ma è fuori pericolo», ha detto. «Mio figlio frequenta la stessa classe, siamo sotto choc e preoccupati per il piccino – rimarca un’altra madre – Vorrei che si smettesse di puntare il dito e giudicare. Fare l’educatrice è un mestiere di grandi responsabilità, spesso non vengono assegnate sufficienti ore di sostegno ad altri bambini che necessitano di coperture totali sfavorendo così le normali attività dei progetti educativi volte anche all’inclusione dei bambini certificati. Massima solidarietà alla famiglia in primis ma anche alle educatrici e insegnanti peraltro brave e competenti, figure di altissimo riferimento per tutti i bambini della classe, la dove una qualche lacuna c’è stata».

«In tutta la tragedia – conclude – vorrei rendere noto che mio figlio e gli altri bambini non sono venuti a conoscenza del caso e la reputo un azione educativa di grande responsabilità e tutela nei confronti dei bambini della scuola». —