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Modena. «Gli asili dei nostri figli privatizzati Lo abbiamo saputo dai giornali»

La rivolta: «Nessun confronto, siamo arrabbiati e delusi. A metà ciclo subiamo uno stravolgimento»

Da settembre quattro strutture per bambini (i nido Gambero e Sagittario e le scuole d’infanzia Cesare Costa e San Pancrazio) passeranno dalla gestione del Comune a quella della Fondazione Cresci@mo, un soggetto creato dal Comune e a completa partecipazione pubblica che già gestisce dieci scuole d’infanzia e due nidi.

Una decisione che i genitori dei bambini affermano di aver «appreso dai giornali e, agli stessi insegnanti, è stata data comunicazione una manciata di minuti prima che sul sito del Comune fosse pubblicato il comunicato stampa» che annunciava la notizia. In particolare i genitori delle due scuole dell’infanzia non ci stanno e promettono battaglia.


«Ci stupiamo che nel comunicato il Comune parli di un percorso di confronto che sarebbe stato già avviato con i genitori dei bambini interessati. I presidenti dei nostri consigli di gestione sono stati informati del passaggio il giorno 8 giugno, pochi minuti prima della pubblicazione del comunicato».

Molti genitori si dicono «arrabbiati e delusi dell’aver appreso di una tale notizia dagli organi di stampa». Affermano inoltre: «Abbiamo scelto per i nostri figli un servizio comunale ed ora, a metà ciclo, ci troviamo a dover subire un tale stravolgimento senza alcun preavviso, altro che confronto. Ci hanno anticipato che, nella migliore delle ipotesi, ci sarà concessa continuità didattica per un solo anno scolastico. Non può bastare, i bambini delle sezioni 3 anni hanno già subito l’improvvisa chiusura senza riapertura dei servizi nidi nel 2019 a causa dell’emergenza sanitaria. Sono arrivati alle scuole dell’infanzia avendo perso più di metà dell’ultimo anno di nido, senza aver salutato le loro educatrici. Ora che hanno ritrovato una nuova routine grazie allo splendido lavoro che le loro nuove insegnanti hanno fatto in questo anno scolastico, il Comune ci dice che a settembre dovranno di nuovo subire cambiamenti radicali per i quali non sono stati in alcun modo preparati».

«Non possiamo accettarlo, la fiducia si basa sul confronto e sul rispetto reciproco mentre ancora una volta l’amministrazione non solo non ha comunicato preventivamente la decisione alle famiglie interessate, ma non ha dato nemmeno modo ai genitori di entrare nel merito della discussione».

I genitori puntualizzano che «la nostra realtà era considerata un’eccellenza pedagogica invidiata e studiata in tutto il mondo, mentre le recenti scelte dell’attuale amministrazione modenese in fatto di gestione dei servizi 0-6, lasciano molto a desiderare».

«Davvero un peccato – commentano i genitori delusi delle quattro scuole d’infanzia – soprattutto perché si parla tanto di attenzione alle famiglie. Il patto di corresponsabilità dovrebbe basarsi sul dialogo e sulla fiducia reciproca. Inoltre questa scelta implica che i genitori di bambini che dovrebbero entrare a settembre, che avevano optato per un servizio comunale, non abbiano ora alternative se non quella imposta di entrare in un servizio Fondazione, in quanto tutti i bandi sono ormai chiusi. Insomma una tempistica, quella dell’attuale amministrazione comunale, quantomeno discutibile».

La lotta dei genitori è serrata e si preannuncia intensa: «Ci stiamo organizzando e chiediamo a gran voce che sia garantita una continuità didattica sia ai nostri bambini sia al personale scolastico, che subisce la decisione insieme alle famiglie coinvolte, senza poter fare nulla».

In particolare auspicano «un ripensamento da parte dell’amministrazione comunale di Modena, o almeno una proroga che conceda un tempo sufficiente ad aprire un vero dialogo con gli attori interessati». —

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