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San Cesario Raffiche di mitra, esplosioni e incendi Banditi assaltano portavalori sull’A1

foto RICCARDO GALLI

Erano in quindici armati di Kalashnikov. Il colpo all’altezza di San Cesario. Fuga a mani vuote seminando chiodi sull’asfalto

SAN CESARIO . Forse nemmeno il miglior sceneggiatore cinematografico poteva inventarsi un’azione del genere. Una rapina a un furgone portavalori che, sempre per rimanere in tema, si è svolta in più atti.

San Cesario, assalto (fallito) a portavalori sull'A1 con spari e incendi



Si inizia con l’autostrada A1 tra San Cesario e Castelfranco che viene bloccata con un’azione iniziata intorno alle 20. Quindi alcuni mezzi si muovono in retromarcia in entrambe le direzioni, poi due tir si intraversano, guidati da alcuni del commando, per bloccare ulteriormente il traffico. Di lì alla vera propria azione è questione di secondi, di attimi. I malviventi escono esplodendo colpi di Kalashnikov alle gomme e fanno scendere gli automobilisti che hanno dovuto arrestare la marcia. Per completare il blocco autostradale, alcuni mezzi vengono dati alle fiamme. Da qui nascono anche le tre esplosioni avvertite distintamente a San Cesario e Castelfranco e sempre da qui arriva il fumo visibile a distanza.

Siamo nel vivo, il colpo è nella fase centrale: il mirino si sposta sul furgone blindato che viaggia in autostrada per conto della ditta vicentina Battistolli. I vigilantes devono fare fronte a un vero e proprio esercito composto da 15 persone. Anche in questo caso si sentono altri colpi d’arma da fuoco, ma il bottino resta nel portavalori perché non sono riusciti ad aprire il furgone, come confermato dalla polizia intervenuta in forze lungo l’autostrada. Anche perché ormai si è scatenato un bel trambusto. Tanto che anche in paese, a San Cesario che in linea d’aria è a un tiro di schioppo, qualcuno si sta chiedendo cosa stia accadendo. Il timore, pure sentendo tutti quegli scoppi, è che qualcuno si sia fatto male e parecchio. La realtà è che, fortunatamente, non ci saranno feriti. Fatta eccezione per i due vigilantes che dovranno fare i conti con qualche ammaccatura. Il commando, nel frattempo, è già in fuga braccato dalle forze dell’ordine. L’ultima parte del “film” chiama in causa una quantità importante di chiodi a tre punte. Lanciati dai banditi sull’asfalto per proteggersi la fuga ed evitare inseguimenti.

Caccia ai ladri da una parte e macchina dei soccorsi d’altra già attiva. Come detto, infatti, il timore è che ci siano feriti e per questo arrivano sul posto diversi mezzi del 118: ambulanza, automedica e anche l’elicottero fatto alzare in volo per ovviare alle code che col passare del tempo si sono create con la chiusura del tratto di autostrada che va da Valsamoggia a Modena Sud. Le carreggiate, tra l’altro, sono rimaste chiuse per diverse ore. Il tempo necessario per effettuare meticolosi rilievi e spegnere i numerosi incendi, un lavoro importante svolto da diverse squadre dei vigili del fuoco arrivate da Modena e Bologna. Tanti, quindi, sono stati i chilometri di coda sia in direzione Milano che in direzione Bologna. Il tutto accompagnato dalla “solita” cortina di fumo. Come in un film, ma questa volta è realtà. —

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