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Annovi & Reverberi. Quel cavallo di Paladino fonte di ispirazione per essere sempre avanti

Nel solco tracciato da Corrado Reverberi borse di studio per l’istruzione e l’accrescimento culturale dei giovani

MODENA Non lo si può non notare nel giardino interno della sede di via Martin Luther King. Si tratta del Cavallo con sfera e numeri di Mimmo Paladino, opera del 2016. «Mio padre è sempre stato appassionato di arte e infatti qualche anno fa abbiamo sposato un’iniziativa dell’Istituto Venturi: alcune opere degli studenti le vedete nei corridoi – spiega Mario Reverberi –. Anch’io e mio fratello Stefano siamo molto interessati a questo mondo e conosciamo e frequentiamo da tempo la celebre galleria di Emilio Mazzoli. Ecco perché quando si è presentata l’occasione abbiamo acquistato il cavallo di Paladino e lo abbiamo posto nel nostro giardino interno, su un adeguato piedistallo». Attorno all’opera, erba, alberi e panchine colorate. La scultura è in bronzo, alta due metri, i numeri che ha sulla schiena così come la sfera indicano la perfezione della scienza che viene bilanciata però dalla natura del cavallo, dalla libertà che esprime.



«In questo modo – continua Reverberi – pensiamo di avere creato un ambiente rilassante e creativo per chi lavora qui». Un altro Cavallo di Paladino, quello rimasto in mostra qualche anno fa alla Manifattura Tabacchi, abbellisce la sede di un’altra impresa modenese, la Florim di Fiorano. «Nonno Corrado aveva grande curiosità e tanta sete di conoscenza. E ha sempre valorizzato molto i suoi collaboratori. Noi nipoti – prosegue Federica – abbiamo tutti lavorato ad esempio nel reparto montaggio prima di entrare negli uffici e iniziare la carriera». Per proseguire il cammino tracciato dal fondatore, la Annovi Reverberi ha deciso di istituire in suo nome cinque borse di studio annuali, riservate ai figli dei dipendenti delle aziende italiane del gruppo, per finanziarne l’ingresso all’Università o i Master post-laurea. Nei mesi scorsi si è tenuta la consegna dei premi 2020, in occasione dell’anniversario della scomparsa di Corrado Reverberi.

«La famiglia – afferma la nipote – lo ha voluto ricordare con un’iniziativa che lui apprezzerebbe e di cui sarebbe orgoglioso. Quale imprenditore che ha fatto dell’eccellenza italiana un continuo vanto, il nonno ha sempre dato particolare importanza all’istruzione e all’accrescimento culturale dei giovani». La pandemia ha ovviamente rallentato le attività di Annovi Reverberi, ma non più di tanto. «Siamo rimasti chiusi per due settimane con il primo lockdown ma poi le cose si sono assestate presto. Quest’anno abbiamo ordini in aumento del 50% sull’anno scorso – conclude Federica – e abbiamo appena fatto alcune nuove assunzioni». Le prospettive positive non mancheranno per gli anni a venire, con relativi aumenti di fatturato: senza tralasciare anche eventuali nuove acquisizioni. Il Gruppo Annovi Reverberi d’altronde, nato da una singola impresa, ora ha 8 consociate sparse per il mondo. Ai cataloghi generali l’azienda guidata dai fratelli Reverberi affianca poi tutta una consistente parte di produzione, per la quale è stata specificamente allestita un’ala apposita a Modena, che si occupa di “personalizzazione”. L’80% dei prodotti con il logo AR (disegnato da Corrado Reverberi nel 1958 e adeguato negli anni) è creato infatti ad hoc secondo le esigenze del cliente. —

Giovanni Medici

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