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La coltivazione idroponica nella produzione circolare Il futuro qui è già arrivato

L’insediamento Fri-El Green House a Ostellato, nel Ferrarese, fa scuola In 12 ettari di serre nascono i pomodori 365 giorni all’anno, consumando men

FERRARA. Numeri e caratteristiche, messaggi chiari e diretti. Pensare che l’azienda era balzata agli onori delle cronache per quella strana luce viola diffusa nelle sere d’inverno... accendendo la fantasia e lasciando immaginare chissà quale presenza nel bel mezzo della campagna. Invece, era solo la fonte vitale per la maturazione dei pomodori in serra. Non tradizionale, però: il metodo idroponico è tutta un’altra cosa e lo si scopre “da vicino” anche nel Ferrarese, grazie alla Fri-El Green House, a Ostellato.



12 ettari di serre, pari a 15 campi da calcio; 100% made in Italy; 220 km di luci led per la produzione invernale; 365 giorni l’anno di produzione. Apri il sito internet aziendale e scopri un mondo che sa di futuro, invece è presente e pure ben consolidato. Mentre altrove si parla di transizione green, alla Fri-El l’hanno già attuata da un lustro, almeno in chiave ferrarese, proponendo un’agricoltura nuova e più sostenibile, ma per ritrovare i sapori di sempre e per sempre.

Coltivati in ambiente controllato, i pomodori (dalle piante al frutto) non entrano in contatto con sostanze inquinanti e non subiscono nessun “effetto deriva” dai campi confinanti. Una protezione totale che diventa garanzia di qualità. Che si unisce, per la gioia dei palati, alla bontà: buoni, controllati, gustosi e freschissimi i pomodori che escono dalle serre per il confezionamento, grazie al clima ideale delle serre e all’impollinazione naturale effettuata tramite bombi.

Si sa, il made in Italy è un valore assoluto a livello mondiale e Fri-EL è un’azienda 100% italiana, animata da una forte passione per le cose fatte bene. «Crediamo nel “Made in Italy”, nella cultura e nei valori tipicamente italiani», annuncia l’azienda. Non è uno slogan, ma è corroborato dai fatti e dalla visione, proiettata nel futuro già dal suo insediamento. La sensibilità nei confronti dell’ambiente è certificata da un’economia interna circolare, non solo dalle confezioni realizzate in materiali riciclabili.

«Siamo un’azienda al 100% italiana orientata a creare valore nel rispetto delle culture locali: promuoviamo la crescita professionale nel settore agricolo, rinnovandolo e rilanciandolo». Questa la filosofia di fondo, poi c’è la sua declinazione concreta.

Il tutto è ampiamente e dettagliatamente illustrato dalla stessa azienda, che con testi e immagini si apre a chi la voglia conoscere: «Applichiamo un sistema di economia circolare: H2O di riutilizzo, acqua calda dalle centrali di biogas; 100% energia verde, utilizzata come fonte primaria di energia; H2O risorsa vitale, utilizzo acqua piovana per l’irrigazione; -70% di spreco d’acqua, rispetto alle coltivazioni tradizionali. Amiamo l’ambiente, rispettiamo il nostro territorio: zero terra utilizzata, nessuna rotazione, nessun impoverimento dei terreni; zero diserbanti, glifosate, inquinamento falde, combattiamo i processi di cementificazione e desertificazione e utilizziamo insetti utili alla crescita delle coltivazioni».

Il tutto, appunto nell’ottica di un’economia circolare: 100% utlizzo biogas, le piante a fine ciclo vitale diventano energia utile per le nuove piante; meno emissioni di Co2, recuperata come “carburante” per le piante (effetto Foresta Amazzonica).

Questo genere di coltivazione comporta il 70% di risparmio di superficie: la coltivazione in serra idroponica permette di utilizzare molto meno terreno rispetto alle coltivazioni tradizionali in campo. Un ettaro di serra idroponica equivale a 10 ettari di coltivazioni tradizionali con conseguente riduzione dell’impatto ambientale, capacità produttiva ottimizzata, zero composti immessi direttamente nel terreno e nelle falde acquifere. Stessa percentuale di risparmio idrico: le serre idroponiche sono dotate di sofisticati impianti d’irrigazione, che assicurano alle piante il giusto quantitativo di acqua. L’acqua in eccesso viene recuperata, filtrata e immessa nuovamente nell’impianto; l’acqua piovana viene inoltre raccolta e utilizzata per l’irrigazione.

Si sale al 100% quando si parla di energia verde da centrali biogas: le centrali a biogas vengono alimentate con sottoprodotti di origine agricola che, al termine del loro ciclo di impiego, vengono trasformati in concimi per il settore agricolo: questo per noi rappresenta un modo intelligente di produrre, amico dell’ambiente e quindi dell’uomo. —