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Orlandi: ci ampliamo creando anche nuova occupazione

FERRARA Negli occhi rimarranno sempre quelle luci viola nel bel mezzo della campagna ostellatese, ma dietro quel bagliore c’è tanto altro. Ne parliamo con Alessio Orlandi, direttore vendite e marketing di Fri-El Green House.

Da quando siete insediati a Ostellato e perché proprio qui?


«Dal 2016. L’azienda era già presente con le centrali biogas, poi la holding ha creato questa nuova unità: nel 2015 è stata costruita, l’anno dopo la prima raccolta di pomodori. La scelta del territorio è stata dunque nell’ottica dell’economia circolare, inoltre qui è più facile comprare apprezzamenti a corpo unico rispetto ad altre parti d’Italia».

Producete solo pomodori?

«Al momento, sì, ma non quelli tradizionali: nel Mezzano è tipica la produzione del pomodoro da industria, noi ci occupiamo di quello per il consumo fresco. In prospettiva potremmo integrare con altre produzioni: stiamo ultimando la costruzione di ulteriori 20 ettari di serre, triplichiamo la superficie produttiva e sono in corso tanti test, non è detto che ci fermeremo al solo pomodoro. Spaziamo su tantissimi prodotti, dobbiamo fare analisi di fattibilità agronomica supportata da analisi di mercato per produrre altre orticole».

Qual è, ora, il vostro mercato?

«La grande distribuzione, italiana ed estera. In Italia questa di Ostellato è l’unica serra esistente in ferro-vetro con illuminazione a led, quindi siamo gli unici a riuscire a produrre 12 mesi all’anno, competitor veri e propri non ce ne sono in Italia. Però entriamo in un mercato abbastanza maturo, con caratteristiche diverse: il nostro scopo era dare un servizio alla grande distribuzione per evitare l’import da Olanda e Spagna, quindi essere competitivi per trasporto e maggior freschezza del prodotto da offrire al cliente. Poi ci sono i produttori in serra tradizionali, in Sicilia piuttosto che in Veneto».

Un insediamento importante anche dal punto di vista occupazionale: specie di questi tempi, l’attenzione è alta nei vostri confronti...

«Siamo a circa 200 dipendenti, arriveremo tra i 400 e i 500 con l’ingresso in produzione delle serre nuove. Qui non si parla di stagionali, ma di produzione continuativa, lavorazione in serra e magazzino: quindi raccolta, operazioni colturali, confezionamento, stoccaggio, spedizioni».

Occorre una preparazione particolare?

«La formazione la facciamo noi, non essendoci altre esperienze in Italia di questo genere. Lavorare in serra è molto piacevole da ottobre a maggio, con 22 gradi di minima per la crescita della pianta di pomodoro. È tutto fuori suolo, quindi il lavoro è agevolato. D’estate nelle serre fa caldo, certo: s’inizia a lavorare alle 5.30/6 fino alle 12. Rispetto al lavoro tradizionale in campagna, resta più agevole». —

S.A.

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