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Castelnuovo Anna e Mario, in tanti per l'addio 

I parenti, gli amici e gli appassionati di Harley-Davidson: «Persone speciali con una generosità senza confine»

La commozione era palpabile, il dolore pure. Descritto dagli occhi lucidi che hanno presenziato ieri al funerale di Anna Colacicco e Mario Conticello. L’ultimo saluto alla coppia che giovedì ha perso la vita in sella alla loro Harley-Davidson a seguito dello scontro con un camion. Tanti hanno gremito la chiesa di Castelnuovo, dai familiari agli amici bikers, ma anche ex colleghi di lavoro e vicini di casa.

Toccante il messaggio lasciato dai cari, inciso sul ricordino funebre a corredo della foto della coppia. «La vita è come un viaggio in treno con le sue stazioni, i suoi cambi, i binari, i suoi incidenti. Nel treno saliranno persone significative: i nostri fratelli, amici, figli e anche l’amore della nostra vita. Questo viaggio sarà ricco di gioie e dispiaceri, ma la sua riuscita consiste nell’aver una buona relazione con tutti i passeggeri. Non sappiamo in quale stazione scenderemo, per questo dobbiamo dare il meglio di noi stessi, così quando arriverà il momento di scendere, lasceremo dei bei ricordi agli altri passeggeri».


Scossi da una tragedia difficile da metabolizzare, in molti hanno voluto ricordare Anna e Mario. «Ho lavorato per anni con lei – racconta Giordana Galloni – una donna dolcissima, affabile, sempre pronta ad aiutare il prossimo. Nelle lunghe ore di lavoro era piacevole parlare con lei, sapevo della passione per le moto condivisa dal marito. Mi diceva sempre che non vedeva l’ora di andare in pensione per poter andare a trovare sua mamma in Germania ogni volta che voleva. È straziante».

Grande dolore anche per Pietro Velardi, amico della coppia. «Sono andato in vacanza con loro e ci siamo divertiti, grandissime persone entrambi. Gente generosa che aiutava gli amici, con loro si stava bene».

Domenico è un loro vicino di casa, e li ricorda così: «Solo negli ultimi anni ho avuto modo di conoscerli meglio, e ciò che più spiccava in loro era il lato umano: persone semplici ma con valori radicati nella famiglia. Quando ci si vedeva era un piacere scambiare due parole, a volte mi invitavano a prendere un caffè con una generosità tutta loro».

Valentino Corrente, che condivideva con lui la passione per la moto, parla di «un fulmine a ciel sereno che ci ha colpiti profondamente. Erano brave persone, gran lavoratori, e nonni premurosi».

«Io e Mario siamo stati colleghi per diversi anni – racconta Gianfranco Colombini fuori dalla chiesa, finito il funerale – e l’ho sempre ritenuta una persona corretta e squisita».

La liturgia funebre, finita alle 10.30, ha lasciato spazio ai toccanti momenti fuori dalla chiesa, dove la comunità castelnovese si è stretta attorno ai familiari. —

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