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«Dai problemi respiratori al Long Covid: adolescenti in pericolo senza vaccino»

Elisabetta Scalera, pediatra del 15enne deceduto per le conseguenze del virus: «I veri rischi sono quelli legati all’infezione»

Spesso li chiama ancora “bimbi”, e loro inevitabilmente si arrabbiano. Di una cosa, però, è certa: gli adolescenti devo essere protetti dal Covid, perché la fascia d’età 12-15 non è affatto immune al virus. Dopo aver espresso tutto il suo dolore per la morte di Mario Ruocco, il 15enne residente in città deceduto per le conseguenze a lungo termine della malattia, ad affrontare il rapporto tra adolescenti e Covid è la dottoressa Elisabetta Scalera, pediatra, cardiologa e neonatologa che ha seguito Mario fin dalla nascita.

«Per quanto riguarda gli adolescenti - spiega la dottoressa Scalera - prima l’Fda il 10 maggio, poi l’Ema il 28 dello stesso mese, e quindi l’Aifa tre giorni dopo hanno ampliato l’autorizzazione alla somministrazione del vaccino Pfizer alla fascia d’età 12-15. Il Covid-19 in età pediatrica, a mio avviso, paga il prezzo di quello che può essere definito un “peccato originale”: all’inizio della pandemia si parlava di bambini come di soggetti immuni alla malattia, ma nel tempo si è visto che così non è. L’infezione da Covid-19 riguarda anche loro. Generalmente i bambini sono asintomatici e in quanto tali contribuiscono alla diffusione della patologia, spesso si ammalano con sintomi lievi, ma a volte purtroppo l’entità della sintomatologia è tale da richiedere il ricorso al pronto soccorso e il ricovero. Non sempre il decorso avviene senza complicanze e con la guarigione». La pediatra modenese ricorda quindi che «nella prima ondata il numero totale fu di 299.004 casi in Italia. Nella fascia d’età 0-6 anni i casi furono 5.074, e in quella 10-19 furono 10.261. Lo studio multicentrico italiano che ha raccolto i dati dall’inizio della pandemia al 15 settembre del 2020 ha evidenziato che 739 di loro hanno fatto ricorso al pronto soccorso e 388 sono stati ricoverati. E si sono registrate le seguenti complicanze: respiratorie (polmoniti, malattia respiratoria acuta, sindrome da stress respiratorio) in 123 soggetti, neurologiche (epilessia, encefalite autoimmune) in 5, gastroenterologiche in 13, cardiache (miocardite e pericardite) in 7, sepsi generalizzata in 5, sindrome infiammatoria multisistemica, una malattia simile alla Sindrome di Kawasaki, in 30. Sono deceduti 4 bambini. Al 27 maggio del 2021, i casi di infezione da Covid nella fascia 0-19 anni sono stati 627.743, di cui 49.211 sotto i 3 anni, 63.629 tra i 3 e i 5 anni, 149.809 tra i 6 e i 10 anni, 115.074 tra gli 11 e i 13 anni, 249.960 tra i 14 e i 19 anni. Essendo ancora in corso la pandemia, al momento non c’è uno studio multicentrico italiano pubblicato. Ma i dati ufficiosi parlano di 3mila ricoveri, molti dei quali in terapia intensiva, mentre i soggetti deceduti sono stati 27. Tra le altre patologie a distanza connesse al Covid negli adolescenti, sempre più spesso si annoverano casi di sindrome da Long Covid».


La dottoressa Scalera ricorda quindi che «lo studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha dimostrato che gli effetti collaterali dopo la somministrazione del vaccino Pfizer sono stati poco frequenti (massimo circa 20% dei casi), di lieve entità, e si sono risolti in 1 o 2 giorni. Non sono stati segnalate trombosi, reazioni allergiche e decessi». Quindi, citando l’American Heart Association, la pediatra fa notare che «i rischi della vaccinazione sono di gran lunga molto inferiori a quelli dell’infezione Covid-19, con le sue conseguenze potenzialmente fatali e i possibili danni alla salute a lungo termine, inclusa la stessa miocardite. Per questi motivi, per dare un personale contributo all’effettuazione della vaccinazione negli adolescenti, sarò presente presso l’hub predisposto». —

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