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Il maltempo flagella le colture modenesi E crolla il bisogno di manodopera

Gianfranco Corradi, presidente Confagricoltura, fotografa la situazione: «Raccolti dimezzati o azzerati, stagionali ridotti di conseguenza» 

l’opinione / 1

«Modena è una delle prime province italiane per qualità dell’offerta di lavoro agricolo». Lo afferma Gianfranco Corradi, fresco di rielezione come presidente di Confagricoltura Modena, ovviamente coltivatore.


«Il nostro territorio – nota – sta attraversando un periodo di esubero di manodopera in campo agricolo. E devo aggiungere: purtroppo. A causa delle gelate tardive, infatti, sono state bruciate tra le 500mila e le 700mila giornate lavorative. Questo si ripercuote, ovviamente, anche sulle cooperative, le quali assumono di consueto moltissimi lavoratori stagionali. Purtroppo, la raccolta di quest’anno ha visto molte meno persone impiegate. Molte delle quali, lo sottolineo, sono italiani e adeguatamente formati per il settore».

Corradi sottolinea come l’ultima ondata di maltempo abbia dimezzato, e in alcuni casi addirittura azzerato, l’intero raccolto dell’anno, nella nostra provincia come in quella di Ferrara. La pericoltura è uno dei settori più coinvolti. «Modena vanta un vastissimo numero di lavoratori, anche altamente formati, che vengono occupati in agricoltura – specifica – con la pandemia, poi, anche lavoratori da altri settori si sono riversati nelle campagne. E il motivo è semplice: i nostri contratti son ben diversi da quelli che offre, ad esempio, la ristorazione. Un lavoratore senza esperienza, al primo impiego, prende da contratto un netto corrispondente a 7 euro, più i contributi. E questa è la tariffa base. Ecco perché – aggiunge Corradi– in questa delicata fase di ripartenza, abbiamo al nostro fianco sindacati e sindaci. Le persone che quest’estate non sono riuscite a trovare lavoro saranno in difficoltà, e avranno bisogno di aiuti».

A colpo d’occhio, insomma, la nostra provincia non soffre di pigrizia lavorativa, almeno per quanto riguarda il settore agricolo. Il presidente di Confagricoltura Modena invita a continuare a promuovere la cultura del Made in Italy: «Quest’anno, molti nostri allevatori, hanno dovuto importare, a prezzi rincarati, i cereali per i mangimi. Cereali che non rispettano i nostri standard di qualità. È questa la nostra idea di sostenibilità? Proteggiamo la nostra agricoltura». —

Elena Pelloni

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