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Modena Vaccino anti covid agli adolescenti.  Medici e pediatri in difesa della dottoressa Scalera

Presa di posizione dell’ordine dei medici e la federazione dei medici pediatri ad intervenire in maniera molto ferma a sostegno della collega: «Condanniamo fermamente le frasi calunniose rivolte alla stimata collega dottoressa Elisabetta Scalera comparse sui social dopo la sua intervista sulla somministrazione della vaccinazione anti-Covid agli adolescenti.

MODENA Dopo la morte del 15enne Mario Ruocco la sua pediatra, la dottoressa Elisabetta Scalera, aveva spiegato chiaramente come il Covid-19 possa davvero danneggiare chiunque, anche i più giovani. E così aveva raccontato non il caso specifico, rispettando la privacy del ragazzo che aveva seguito per anni, ma l’evidenza dell’incidenza dei numeri anche tra i più giovani, consigliando così la vaccinazione anche per gli adolescenti.

Una posizione che, una volta pubblicata l’intervista, ha suscitato sul web una reazione violenta da parte di alcuni commentatori che, anche sulla nostra pagina Facebook, non hanno perso occasione per farsi riconoscere. Accade purtroppo tutti i giorni che sui social si assista a epiteti poco edificanti. Un conto è dissentire nell’ambito di un confronto serio, un conto è offendere.

Un fatto, quello delle offese ripetute, che ha portato anche l’ordine dei medici e l’ordine dei medici e la federazione dei medici pediatri ad intervenire in maniera molto ferma a sostegno della collega: «Condanniamo fermamente le frasi calunniose rivolte alla stimata collega dottoressa Elisabetta Scalera comparse sui social dopo la sua intervista sulla somministrazione della vaccinazione anti-Covid agli adolescenti. Nel ribadire piena solidarietà alla dottoressa, ci dichiariamo concordi con quanto da lei sostenuto. Cogliamo l’occasione per riaffermare il nostro impegno a monitorare i canali di comunicazione negli interessi del cittadino e a tutela dei nostri iscritti, nella lotta alla disinformazione». Così Carlo Curatola e Alfredo Ferrari hanno spiegato come l’ordine e la federazione valuteranno quindi come procedere verso chi continuerà a diffamare i colleghi impegnati nella lotta al virus. —

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