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Covid, la variante Delta arriva anche a Modena: contagiati 3 giovani

Sono due ragazzi e una ragazza tra 20 e 30 anni: non erano ancora vaccinati

Il suo arrivo a Modena era prevedibile, anche se la situazione attualmente è sotto controllo, e non si registrano veri e propri focolai come quelli esplosi nelle aziende della logistica tra il Piacentino e il Cremonese. Da ieri la variante Delta del Coronavirus - individuata per la prima volta in India a fine 2020 e oggi prevalente in Inghilterra, dove rappresenta il 90% dei nuovi contagi - è arrivata anche nella nostra provincia, contagiando tre giovani. Si tratta di due ragazzi e una ragazza, tutti tra i venti e i trent’anni, al momento in buone condizioni, tanto che sono tutti in isolamento a casa: «Due casi sono legati a un rientro dall’estero - conferma Davide Ferrari, direttore dei Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Modena - mentre l’altro contagio è avvenuto fuori regione. Si tratta di giovani che non erano ancora vaccinati: in ogni caso oggi stanno bene, e tutti i loro contatti stretti sono stati messi in quarantena». Una situazione che al momento non desta preoccupazione, insomma, anche perché in provincia non ci sono focolai legati alla variante Delta: «Questa variante è più contagiosa - aggiunge il dottor Ferrari - ma non sembra diversa dalle altre, e chi ha completato il ciclo vaccinale è comunque protetto».

Nel frattempo, continua il calo dei nuovi contagi in provincia, così come quello dei ricoveri giornalieri, mentre aumenta la percentuale di cittadini non suscettibili al virus. Lunedì scorso erano 28 i pazienti Covid positivi ricoverati negli ospedali modenesi, ovvero il 36% in meno rispetto ai 44 ricoverati una settimana prima. Quattro di loro si trovano nelle strutture della provincia, mentre gli altri 24 sono ricoverati nei due ospedali dell’Azienda ospedaliero-universitaria, ovvero il Policlinico e l’ospedale di Baggiovara.


Per quanto riguarda le persone con l’infezione in corso, quelle accertate lunedì erano 372 - il 40% in meno rispetto a una settimana prima - di cui 344 in isolamento domiciliare. Alla data di lunedì i modenesi in isolamento erano 693 - il 15% in meno rispetto alla settimana precedente - di cui 344 positivi al virus e 349 contatti stretti di casi accertati in isolamento. Una delle persone positive si trova in isolamento all’hotel Tiby di Modena, mentre all’hotel Concordia di San Possidonio non ci sono più ospiti con l’infezione in corso. Sul fronte delle Usca, nell’ultimo periodo di rilevazione (7-13 giugno) le 10 Unità speciali di continuità assistenziale attive in provincia hanno assistito 42 pazienti, per un totale di 122 medici coinvolti.

Passando al fronte vaccino, sfiora il 60% la quota dei modenesi non suscettibili di infezione, categoria che include tutte le persone che hanno già avuto il Covid e quelle che hanno ricevuto almeno la prima dose del vaccino. Al 15 giugno, ultimo dato disponibile, il 59,3% della popolazione residente in provincia sopra i 12 anni risultava dunque non suscettibile di infezione. Una percentuale che decresce notevolmente all’aumentare della fascia di età, in relazione all’aumento della popolazione già vaccinata. Ad esempio, considerando come non suscettibili le persone con tampone positivo o sierologia positiva o vaccinati, la stima di persone ancora suscettibili di infezione tra gli over 85 è del 8,9%.

La situazione in provincia continua a migliorare, dunque, anche se l’imminente stop all’obbligo delle mascherine all’aperto, previsto da lunedì prossimo, desta qualche preoccupazione: «Il messaggio non deve essere quello del “liberi tutti” - riprende il direttore del Dipartimento di Sanità pubblica - e ognuno dovrà portare la mascherina con sé, dal momento che in situazioni di potenziale rischio anche all’aperto, come un possibile assembramento in una località turistica, sarà necessario indossarla». —

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