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Ponti, la mappa del rischio in provincia: fiumi di denaro per i lavori

L'ente di viale Martiri mantiene la competenza su 167 manufatti 

Il crollo del Ponte Morandi a Genova ha fatto crollare anche le certezze che tenevano in piedi le vecchie abitudini.

Da tre anni a questa parte in tutta Italia, e quindi anche nella nostra provincia, ponti e viadotti sono diventati sorvegliati speciali. Di qui la scelta fatta a Modena dove, dopo una rapida ricognizione per rispondere all’anagrafe aggiornata disposta dal ministero, è scattato un piano di sicurezza sui 30 ritenuti più a rischio.


Per la manutenzione e la ristrutturazione dei ponti lungo le strade, la Provincia potrà ora contare su risorse straordinarie in arrivo da Roma di 14 milioni nel prossimo triennio che si aggiungono ai 6 già spesi negli ultimi anni.

Il piano consentirà di completare l’elenco dei lavori nei 30 ponti, segnalati al ministero dopo il crollo del Morandi che, per tipologia ed epoca di costruzione, necessitano di manutenzioni straordinarie alle strutture, per renderli sicuri negli anni a venire.

«A Modena ci siamo mobilitati immediatamente - spiega Annalisa Vita, responsabile del settore e coordinatrice degli interventi di ripristino e manutenzione - Non solo abbiamo fatto la radiografia delle condizioni di salute dei ponti ma abbiamo anche proiettato le condizioni di manutenzione sulla gestione dei prossimi anni. In altre parole non ci siamo limitati a fotografare l’esistente ma abbiamo provato a capire cosa potrebbe succedere nel giro dei prossimi cinque, dieci e vent’anni alle opere, mettendo a punto un sistema di previsione che preceda le emergenze anzichè rincorrerle. Questo significa risparmiare soldi: per questo i nostri progetti sono arrivati immediatamente sul tavolo del ministero. E la banca dati resta a disposizione come patrimonio di tutti».

La Provincia, dopo il passaggio all’Anas di oltre 100 chilometri di strade, ha mantenuto la competenza sui 167 manufatti che permettono il transito sui versanti dell’Appennino o sui canali in pianura. In più sono arrivati, come nuova dote fra i tratti barattati con l’Anas, anche nove ponti sulla Statale 12 tra Lama e Pieve.

Tra i lavori in corso sui ponti provinciali, oltre a quello sul Leo spiccano quelli a Samone di Guiglia, crollato sette mesi fa per la piena del fiume, quelli sul ponte dello Scoltenna, lungo la Provinciale 4, ovvero la Fondovalle del Panaro, e sul ponte del torrente Tiepido lungo la Sp 16 a Castelnuovo Rangone.

Parte quest’anno, inoltre, un intervento sul ponte nuovo di Navicello, lungo la strada provinciale 255 Nonantolana, tra Modena e Nonantola, compreso il rinforzo del sottopasso di via Maestra di Bagazzano. Il ponte di Navicello è il più importante viadotto gestito dalla Provincia.

Sono inoltre partite le verifiche sulla base di un nuovo protocollo tecnico di monitoraggio dei propri ponti e viadotti, grazie al quale si può avere un quadro sempre aggiornato dello stato di salute delle infrastrutture viarie della rete stradale provinciale.

Il piano straordinario di monitoraggio ha coinvolto oltre trenta persone, tra funzionari, tecnici e operai che eseguono la stesura periodica di rapporti dettagliati e seguiranno l’evoluzione di eventuali anomalie o stati di degrado.

Le verifiche amplieranno l'elenco degli interventi già programmati tra cui spiccano quello del Guerro lungo la Sp 17 a Castelvetro, il ponte di Villalunga lungo la Sp 467 Pedemontana a Sassuolo, due ponti sulla Provinciale 324 a Frassinoro e Riolunato, sul ponte di Casa dell’Aglio a Palagano e sul ponte di Concordia della Provinciale 8. —