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Cavezzo, estorsione al disabile: operatore in carcere per scontare 4 anni

I carabinieri di Mirandola eseguono l’ordine dei giudici. Si faceva consegnare denaro al laboratorio Arcobaleno

CAVEZZO. I carabinieri di Mirandola si sono presentati alla sua porta per prelevarlo e accompagnarlo in carcere come disposto dalla Procura generale presso la Corte d’appello di Bologna. L’ordine di carcerazione è infatti arrivato dopo che la condanna a 3 anni, 11 mesi e 28 giorni è passata in giudicato e non vi è stato ricorso in Cassazione. L’arrestato è Federico M., 41enne mirandolese, colpevole del reato di estorsione ai danni di un uomo disabile, che vive con la famiglia a Cavezzo e frequentava un laboratorio protetto a Mirandola.

I fatti, emersi nel corso del processo in tribunale a Modena e in Appello a Bologna, riguardano un periodo compreso tra il 2017 e il 2018. In quel lasso di tempo l’operatore sociale aveva convinto la vittima a consegnarli piccole somme di denaro dietro a minacce diventate evidentemente insormontabili per Fabio, l’uomo con sindrome di Down il cui racconto ai familiari e poi ai carabinieri ha dato il via alle indagini.

I militari, dopo aver raccolto i primi dati, avevano optato per consegnare alla vittima 20 euro “segnati” e poi - alla segnalazione di Fabio – avevano fatto scattare il blitz, trovando i soldi già nella disponibilità del suo estorsore. Che davanti ai giudici si è sempre difeso dicendo di aver ricevuto quei soldi quasi fossero una donazione liberale e senza aver mai obbligato il disabile a prelevarli dal portafogli della madre, come invece è stato accertato nei due gradi di giudizio e dopo le varie testimonianze della rete sociale che ha in carico Fabio, a partire dalle assistenti sociali dell’Unione Area Nord.

Fabio con la madre in questi giorni è in vacanza, ma il ricordo di quella vicenda è ancora vivo.

«Purtroppo fatica a dimenticare – ammette la mamma – ma ci stiamo tutti provando. Portano in carcere quell’operatore? Non ne sapevo nulla, ma dobbiamo anche guardare oltre. Non posso che continuare a ringraziare i carabinieri perché ci hanno sempre dato supporto in questi anni. Tra l’altro poche settimane fa il capitano Iacovelli, che con Fabio ha un rapporto speciale, è venuto a Cavezzo per l’inaugurazione di una panchina gialla contro il bullismo a cui eravamo invitati. È bello vederli insieme». —

F.D.

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