Modena, il direttore Ausl Brambilla: «La Delta sta crescendo. I giovani non si vaccinano»

La variante delta o ex indiana inizia a farsi largo. A comunicarlo il direttore generale dell’Ausl di Modena Antonio Brambilla che ha presentato la diffusione delle diverse mutazioni in base all’ultimo screening effettuato nel Modenese: su 113 tamponi, il 69,9% è di variante inglese, il 16,8% di brasiliana, l’8% del ceppo originario, il 2,7% dell’indiana, l’1,8% di colombiana, l’1,8% di “pavullese” e infine lo 0,9% di nigeriana. «La variante delta – spiega Brambilla – sta crescendo molto velocemente e prende piede. È più infettiva del 60% rispetto all’inglese e potrebbe avere gioco facile nel diffondersi. Quello che va detto è che al momento queste mutazioni non sembrano essere più aggressive. E soprattutto anche l’indiana è coperta dal vaccino».

Proprio parlando di vaccini, Brambilla denuncia gravi criticità nelle fasce più giovani della cittadinanza: «La popolazione più anziana ha aderito con percentuali molto alte, mentre tra i giovani procediamo a ritmi più lenti». Per avere un’idea sopra i 60 anni si viaggia oltre l’85%, mentre sotto i 40 anni una persona su due non si è prenotata.


«I dati ci dicono – sottolinea Brambilla – che i soggetti che più degli altri si stanno contagiando sono i giovani sotto i 25 anni. È normale, uscendo molto ci si infetta di più. Purtroppo proprio in queste fasce abbiamo le adesioni più basse alla vaccinazione: tra i 12-14 anni sono al 31%, tra i 15-19 al 49%, tra i 20-24 anni al 51%. È necessario che anche i giovani si vaccinino».

Siamo di fronte a un tema molto delicato. Molti genitori non vaccinano i figli poiché convinti che non vi sia alcun rischio in caso di contagio, così come alcuni pediatri sconsigliano la vaccinazione: «Dobbiamo continuare a lavorare molto su questo problema – spiega Brambilla – In mezzo a una pandemia bisogna ragionare in termini di comunità e non individuali. È molto grave che un medico consigli a una famiglia di non vaccinare i figli, perché “tanto poi passa eccetera”. Il tema non è l’infezione individuale, ma la circolazione del virus, con la possibilità di diffondere varianti che tuttora non conosciamo bene».

Anche per prevenire eventuali focolai causati dalle varianti, Brambilla ha deciso di aumentare il tracciamento dei contatti stretti dei nuovi casi: «Dobbiamo essere più aggressivi nel tracciamento dei contagi, seguendo modelli come quello della Corea del Sud o di Singapore in modo da fermare subito eventuali focolai».

Da lunedì ci sarà un alleggerimento delle restrizioni, con lo stop all’obbligo delle mascherine all’aperto: «Non dobbiamo mai abbassare la guardia – commenta Brambilla – Raccomando la massima prudenza in ogni caso anche sulle mascherine: in ambito sanitario le precauzioni restano, non abbassiamo la guardia assolutamente».

Infine il tema degli approvvigionamenti dei vaccini: «Se davvero a luglio avremo il 5% in meno di vaccini rispetto a giugno non ci saranno particolari disagi. Ci auguriamo che la percentuale non salga». —

GIB

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