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Fanano. A Feliceto il tetto va a fuoco agriturismo inutilizzabile

Le fiamme sviluppate attorno alla canna fumaria, pompieri al lavoro per ore Il titolare Nicola Lenzini: «Danneggiata la casa, stop a ristorante e ospitalità»

FANANO. Un furioso incendio ha devastato ieri mattina l’abitazione dei proprietari dell’agriturismo “Il Feliceto”, un fiore all’occhiello della ricettività fananese. Il ristorante con la cucina e la struttura residenziale non sono stati colpiti ma restano inutilizzabili perchè la caldaia era unica ed è quella che ora è inutilizzabile.

«Abbiamo comunicato ai clienti che avevano prenotato la nostra impossibilità di ospitarli - dice con rammarico il titolare, Nicola Lenzini - Niente acqua calda e anche la struttura idraulica collegata dovrà essere rimessa a posto. Per ora non possiamo ripartire neanche con il ristorante. Quando potremo riaprire? Al momento non ne ho idea, la stagione è compromessa».


E la casa? non è escluso che debba essere rifatta di sana pianta vista l’entità dei danni. Le fiamme si sono sprigionate ieri mattina sul tetto della casa e immediatamente si sono propagate su tutta la superficie. Sul posto si sono recati i Vigili del Fuoco, sia di Fanano, che da Frassinoro, Vignola e Modena oltre che l’elicottero da Bologna; sono arrivate autoscale e autobotti. Le operazioni di spegnimento sono state tempestive, anche se per arrivare a via Cà Zucchi a Ospitale, a poca distanza dal rifugio di Capanno Tassoni, è stato necessario inerpicarsi su salite ripide.

Sulle cause dell’incidente bisognerà aspettare la perizia ma non si può escludere a priori che tutto sia nato dal calore trasmesso dalla canna fumaria dell’impianto di riscaldamento. Ma è un’ ipotesi.

Quello che è certo invece è l’affetto e la stima nei confronti di Nicola Lenzini e di sua moglie Barbara. Dal 2017 hanno rimesso in funzione la struttura creata come agriturismo da Loris Barbieri nel 1990 e il 2000 fu ceduta a una coppia di riminesi che avevano avuto l’idea di farne un centro di meditazione ai piedi del Cimone. Qualche tempo dopo l’impresa andò a gambe all’aria e fu proprio Lenzini ad acquistare dal fallimento il terreno e i fabricati. Quando arrivò fu necessario un energico e costoso intervento di ristrutturazione, visto che negli anni dell’abbandono era stato portato via tutto, dai rubinetti ai sanitari. Eppure la posizione in cui si trovava, il “Piccolo Eden” come l’hanno chiamato i suoi clienti, lo hanno convinto ad andare sino in fondo. Ed è stato subito un successo. La coppia, che ha due figli, si è trasferita da Cutigliano, una ridente località a poca distanza dell’Abetone. Alle spalle aveva un solida esperienza in un’altra struttura turistica e la scelta di vita è stata radicale, scegliendo di scavalcare l’Appennino per venire nel versante modenese.

Di qui la scelta di mettere radici a Ospitale, mandando i figli a scuola a Fanano, rilanciando una struttura. L’incendio di ieri purtroppo ha interrotto questo sogno, anche se è presto per dire quali saranno i riflessi sull’economia complessiva del Feliceto anche se i suoi estimatori non vedono l’ora che riparta come prima. —