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Modena. Il Covid non ferma la ristorazione. In centro nasce “Daisy”

Si chiama Daisy, ovvero margherita in inglese. All’interno (e all’esterno) si alternano pizze e calici, piatti della cucina di Christian Di Asmara e cocktail. 

MODENA Una “margherita” chiamata speranza. In via Castelmaraldo 36 è sorto un nuovo locale come risposta alla crisi, una scelta coraggiosa dopo mesi difficili a causa del Covid. Si chiama Daisy, ovvero margherita in inglese. All’interno (e all’esterno) si alternano pizze e calici, piatti della cucina di Christian Di Asmara e cocktail.

«Il progetto iniziale prevedeva la pizza e la cucina – sottolinea Riccardo Veroni, co-titolare dell'attività con Simone Cavalieri – Noi eravamo più orientati sulla pizza perché era una certezza. Poi abbiamo conosciuto Christian e ci siamo spostati anche sulla cucina. Il nome “Margherita” era già utilizzato, così come “Marghe” e “Rita”». Così è stato scelto il nome di Daisy. Di Asmara si rilancia tra i fornelli dopo l’esperienza al Generi alimentari Da Panino. «Mi sono appassionato subito al progetto e al locale – assicura lo chef – Rispecchia infatti molto la filosofia di un locale elegante, moderno e non troppo pretenzioso. Abbiamo tante idee da mettere in pratica: un’autostrada da percorrere insieme».


All’inaugurazione hanno partecipato centoventi persone. Gli spazi a sedere sono collocati sia all’esterno sia all’interno (con aria condizionata) del locale, a cui si accede anche da via Cardinale Giovanni Morone 33. Di Asmara introduce i piatti come opere d’arte, frutto di creatività e tradizione. I sapori della cucina emiliana non possono mancare, ma vi sono suggestioni dalla Sicilia, dalla Calabria e persino dalle Ande. Ai piatti di carne e di pesce si alterna la cucina vegetariana. La pizza è servita con due altezze e due impasti differenti. In nemmeno un mese di attività i primi segnali fanno ben sperare.

«Ci sono stati clienti che hanno prenotato per un aperitivo – rimarca lo chef – e hanno chiesto di fermarsi per la cena. Nel locale ci si trova bene e non si ha la percezione del tempo che passa. Il cliente si può sedere ed essere coccolato. Chi fa ristorazione è al servizio del cliente». Un servizio ribadito da Veroni. «Il nostro locale è veramente piacevole da vivere - ribadisce il co-titolare - dalla musica alla cucina. Il nostro è un ambiente dinamico». La squadra vive la vocazione di essere ristoratori come una missione e una “molla” per andare avanti, nonostante tutto. «Non ci possiamo fermare – l’incoraggiamento di Veroni – Amiamo il nostro mestiere da sempre e vogliamo trasmettere un po’ di speranza. Speriamo che la situazione torni al più presto alla normalità». —

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