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Fanano. Il sogno è realtà: prima collezione di abiti artigianali fatti con le ortiche

La cooperativa di comunità presenta i suoi tessuti naturali Ciocci: «All’usa e getta contrapponiamo valore e durata»

FANANO. “La rivincita dell’oggetto handmade contro la serialità industriale”. Il motto rende tutto il senso della sfida, e anche la sua attualità in tempi di riflessione sullo sviluppo sostenibile.

È con questo orgoglio che sabato nella suggestiva cornice dell’Agriturismo del Cimone “La Palazza” è andata in scena la sfilata di presentazione della prima collezione firmata Ortika, la cooperativa di comunità nata nel maggio 2019 a Fanano con una mission d’altri tempi: coltivare piantine di ortica e realizzare abiti con questa fibra naturale “dimenticata” dall’industria ma molto apprezzata nella tradizione contadina per le grandi capacità di resistenza e le proprietà benefiche legate al contatto con la pelle, ovviamente depurata della sua componente irritante.



Nonostante le difficoltà legate al Covid, il progetto è andato avanti, ed ecco i frutti: pantaloni, short, gilet e camicie uomo/donna. Tutto realizzato rigorosamente a mano da una sarta (Valentina Mazzamurro di Pievepelago) sui cartamodelli della stilista Maria Chiara Teneggi. A indossarli, ragazze e ragazzi entusiasti di dare corpo al sogno del gruppo: “Dress well for an ethical revolution”, come da lancio del brand. Ovvero, abbigliamento alla moda abbinato alla rivoluzione dell’utilizzo di questa fibra naturale resistentissima. «Sono capi che praticamente durano in eterno» sottolinea Luisa Ciocci, presidente della cooperativa. Capi realizzati con stile ma non legati a una moda: una collezione continuativa che non segue le stagioni ma su cui di volta in volta innestare variazioni e anche produzioni limitate.

Un porsi in decisa controtendenza rispetto al mercato dell’usa e getta, al punto da lanciare una sfida nella sfida: «Chi vuole può restituirci i capi usati: provvederemo a dare loro nuova vita e gli faremo uno sconto sul nuovo acquisto» nota Ciocci. Che approfondisce i concetti: «Alla stagionalità noi contrapponiamo l’estrema qualità dei capi e la loro durevolezza, al concetto di prezzo sostituiamo quello del valore di una cosa fatta a mano fin nei bottoni». I capi sono già acquistabili: presso due negozi di abbigliamento di Sestola (Roberto Tintorri) e Marano (“Lettere e letture”), poi verranno presto identificati altri due punti vendita e si pensa già di aprire un temporary store a Fanano. Già attivo comunque anche l’e-commerce (www.ortika.online).

Ma nella filosofia di riavvicinamento alla natura non poteva mancare anche un’idea per il riutilizzo di ciò che non va nei tessuti: ortica abbinata a fiori e bacche di montagna miscelati manualmente (per mantenere tutti i principi attivi) in modo da creare elisir adattissimi anche al consumo freddo estivo. Anche questi sono stati presentati sabato tra l’entusiasmo del gruppo, che comprende Ilaria Biolchini, Maria Chiara Teneggi, Alessio Ferrari, Nathan Volta e Alessia Inferrante. C’è già anche un legame con altri progetti internazionali sostenibili, come “Foreste in città” e “Lavandaia” con base a Bali.

«La natura è sempre la via maestra – chiosa Ciocci – in natura non c’è spreco ma armonia. È ciò che ci manca e a cui dobbiamo ritornare: Ortika vuole essere un seme per un divenire migliore. Un piccolo esempio di come le cose si possano fare diversamente». —

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