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Federico, modenese:  i numeri e l’Australia al centro di tutto

Il campo in cui è specializzato si trova all’intersezione della medicina e della biologia con la matematica. Federico Frascoli, 45 anni, originario di Modena, vive a Melbourne, in Australia, da 17 anni dove è professore di Fisica Matematica alla Swinburne University of Technology di Melbourne e direttore del Dipartimento di Matematica nella stessa università

MODENA Il campo in cui è specializzato si trova all’intersezione della medicina e della biologia con la matematica. Federico Frascoli, 45 anni, originario di Modena, vive a Melbourne, in Australia, da 17 anni dove è professore di Fisica Matematica alla Swinburne University of Technology di Melbourne e direttore del Dipartimento di Matematica nella stessa università. Frascoli si occupa di modelli matematici in contesti apparentemente diversi, ma fondamentalmente simili, che abbracciano temi come la risposta immunitaria, le terapie contro il cancro, l’attività cerebrale, l’anestesia, le malattie infettive, il trasporto e la motilità cellulari, la sclerosi multipla e la diffusione di patogeni.


«Ho studiato e mi sono laureato in Italia in Fisica teorica nel 2001. Lavoravo in una azienda di Cognento, ma volevo tornare a studiare, rimettermi in gioco e fare un’esperienza prolungata di studio e lavoro all’estero. Ero stato in Galles per cinque mesi come studente Erasmus nel 1999. Ho vinto una borsa di studio e sono venuto a Melbourne nel 2004 per un dottorato – racconta Federico che vive in Australia con la moglie Sara, anche lei nata e cresciuta a Modena, e i loro figli Agostino e Leonardo, di 7 e 4 anni – All’epoca mia moglie ed io eravamo insieme da un paio di anni e non avevamo paura di un rapporto a distanza. Nel 2005 lei venne qui a trovarmi per quasi sei mesi e le piacque moltissimo.

Ci sposammo a Modena nel 2008 e decidemmo di restare in Australia. Anche lei poco dopo vinse una borsa di master e dottorato qui a Melbourne. Ora lavora come neuropsicologa e si occupa di problemi cognitivi in pazienti affetti da traumi cerebrali e malattie neurodegenerative (Alzheimer e demenze), non solo dal punto di vista clinico ma anche attraverso perizie medico-legali per tribunali e altre istituzioni australiane».


Federico si occupa di creare e risolvere equazioni che aiutino i biologi e i medici a comprendere gli aspetti qualitativi di fenomeni molto complessi; alcuni dei suoi lavori hanno per esempio consentito di migliorare la campagna di vaccinazione dei bambini contro la pertosse in Australia e hanno permesso di capire alcuni effetti delle terapie antitumorali in presenza di metastasi diffuse. «Nella ricerca, sono costantemente strabiliato dalla bellezza della natura e dall’eleganza che emerge in sistemi complessi, con tanti e diversi fattori in competizione e collaborazione tra loro – dice Frascoli – Spesso si vedono idee profonde e apparentemente semplici che riescono a spiegare una vastità sorprendente di fenomeni, che accadono in contesti diversissimi. Non avrei però mai scelto questo mestiere se non potessi insegnare: il rapporto con gli studenti e la felicità che vedo nei loro occhi quando comprendono un concetto o si lasciano ammaliare da un’idea profonda sono per me fonti di entusiasmo continui. Questo vale per tutti gli anni di università, per gli studenti di dottorato e per i colleghi: sarò all’antica, ma penso che il sapere dia gioia di vivere e consapevolezza di se stessi e del mondo».


Per Federico la vera soddisfazione derivante dal suo lavoro sta nella possibilità di poter aiutare gli altri, per esempio, spingendo gli studenti a realizzare il loro potenziale o a capire cosa veramente li affascina, quando li stimola a scoprire o immaginare idee che non conoscevano prima dell’università oppure quando ha la possibilità di contribuire a un piccolo progresso nella comprensione di un problema importante, come il miglioramento delle terapie per la sclerosi multipla, gli effetti di un nuovo farmaco per la risposta immunitaria o l’uso di nuove terapie per tumori al seno. «Modena manca immensamente a tutta la nostra famiglia – conclude Federico – Siamo profondamente legati non solo a Modena, ma anche a Frassinoro e all’Appennino, visto che Frassinoro è il paese di origine dei genitori di mia moglie. Non avremmo mai potuto intraprendere questa avventura “senza Modena”: senza averci studiato, vissuto e assimilato un certo modo di vedere la vita, di coltivare gli affetti e seguire le passioni. Prima della pandemia tornavamo ogni anno per rivedere i nostri amici e i nostri parenti, e per permettere ai nostri figli di continuare ad imparare l’Italiano. Aspettiamo fiduciosi di poter rivedere la Ghirlandina e riabbracciare i nostri cari nel 2022». —