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Modena, Ferrara e Bologna: una sfida da vincere nei prossimi dieci anni per restare al top

Da elettrificazione e New Mobility attesi per le nostre filiere  6,2 miliardi di fatturato potenziale e 9.800 posti di lavoro

MODENA Un mondo che bisogna forse lasciarsi alle spalle. Una sfida che va raccolta per garantirsi una crescita di fatturato e di occupazione nel lungo termine. La Motor Valley ha le carte in regola, innovazione e competenze, per ciò che verrà (anzi che è già qui). Nell’autunno scorso Confindustria Emilia Area Centro ha presentato lo studio “Le opportunità della New Mobility”, realizzato in collaborazione con Porsche Consulting, che aveva come obiettivo analizzare l’impatto di questa sulle aziende associate, appartenenti alle filiere di componentistica e servizi del settore automotive di Modena, Ferrara e Bologna.

Lo studio ha riguardato 3 filiere (veicoli leggeri, veicoli pesanti e veicoli da costruzione e agricoltura), 19 cluster di componenti e circa 160 aziende associate per un totale di circa16 miliardi di fatturato (solo 18 oltre i 100 milioni) e oltre 23mila addetti, pari a circa il 10% del Pil dell’intera Emilia-Romagna. Oltre 150 pagine che fotografano lo stato dell’arte presente e futuro e indicano, produzione per produzione, componente per componente, lo scenario che si determinerà fra dieci o vent’anni, con l’avvento sempre più concreto dell’elettrificazione e della New Mobility. «Il 68% del portafoglio prodotti deve essere strategicamente ripensato per cogliere l’opportunità dell’elettrificazione – afferma lo studio di Porsche Consulting –. Dei 19 cluster di prodotto, pari a circa 15mila componenti, il 43% non esisterà più e il 25% verrà riconvertito. Nei prossimi 10 anni è necessario integrare nella propria pianificazione industriale lo sviluppo del business elettrico, adattando il portafoglio prodotti alle tecnologie più avanzate, acquisendo nuove competenze, sviluppando partnership strategiche per l’ingresso in nuovi mercati e tenendo sotto controllo allo stesso tempo i costi. In questo modo le filiere dell’Emilia possono puntare a 6,2 miliardi di euro di fatturato potenziale, di cui 3,7 grazie alla riconversione di un portafoglio obsoleto e 2,5 dalle nuove opportunità di un mercato in espansione. In termini di occupazione ciò si tradurrebbe in 9.800 posti di lavoro, di cui 6.100 derivanti dalla riconversione di business esistente e 3.700 da nuove opportunità».


Per molte aziende, già tecnologicamente avanzate, ciò significa lavorare sullo sviluppo del prodotto; per altre significa invece diversificarlo il più possibile (in modo modulare, spiega Josef Nierling, amministratore delegato Porsche Consulting in Italia, mantenendo così bassi gli investimenti di ricerca e sviluppo) sostituendone una parte; per altre ancora entrare in nuovi mercati, sia in termini di settori o di tecnologie che di aree geografiche. È importante iniziare subito la riconversione, grazie al business tradizionale sul motore a combustione, destinando parte dei ricavi di oggi a finanziare la sostenibilità aziendale nel lungo periodo. I grandi marchi della Motor Valley all’elettrificazione ci credono. Le Ferrari ibride sono realtà, l’elettrica è per il 2025; le versioni “alla spina” della gamma Maserati dal 2022 saranno a listino grazie al Maserati Innovation Lab. Stanno arrivando i sino-americani di Silk-Ev e gli italiani di Automobili Estrema per produrre tra Reggio e Modena le supercar elettriche. Ed Energica è ormai nome noto nel mondo delle moto a propulsore non termico. —

G.M.

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