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La città riabbraccia il Motor Valley Fest «Il futuro dell’auto passa da Modena»

Tanti turisti in centro per l’inaugurazione della kermesse Muzzarelli: «Una scommessa che abbiamo vinto insieme»

MODENA. Modena ha riabbracciato il Motor Valley Fest nelle sue piazze del centro storico, e ha rivisto molti turisti aggirarsi tra le bellissime auto di oggi e di ieri in esposizione. Il convegno inaugurale e il taglio del nastro a Palazzo Ducale hanno riportato in presenza l’appuntamento più importante della nostra terra dei motori che, lo ha ribadito il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, «è un esempio di sinergia tra eccellenze e un punto di riferimento a livello mondiale. Il Motor Valley Fest è una scommessa già vinta, un progetto di visione e di futuro di un territorio pronto a investire grazie all’arrivo dei fondi del Pnrr».

E mentre il sole di luglio baciava quello che appare un vero e proprio museo-salone a cielo aperto (resterà visibile fino a domenica) il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha dal canto suo richiamato in Accademia alcuni dati, per sottolineare come dopo la pandemia l’economia emiliano-romagnola stia risollevandosi e nel 2022 potrebbe già recuperare i livelli del Pil 2019. «Modena potrebbe essere la prima provincia in Italia nel 2021 in quanto a crescita. E la regione - ha detto - è la prima per export pro-capite. Puntiamo molto sulla formazione, ad esempio con Muner e i suoi master in ingegneria applicata all’automobile.

Ferrari, Lamborghini, Ducati, ci hanno già sottoposto i loro progetti di espansione». Le vetture che attirano oggi l’attenzione dei modenesi e dei turisti non saranno però sempre quelle che abbiamo conosciuto finora e che tanto comunque rappresentano per l’economia italiana. Lo ha accennato ieri il sottosegretario agli Affari esteri Manlio Di Stefano nel suo intervento, ricordando che l’automotive vale il 6.2% del Pil 2020 e che per valorizzare il Made in Italy Ferrari, Lamborghini e gli altri marchi rappresentano un fattore imprescindibile. Lo hanno ribadito gli esperti di McKinsey, Bosch e Amazon, portando alla discussione i temi legati all’immediato futuro di due e quattro ruote: guida autonoma, elettrificazione, analisi del flusso dei dati prodotti dai veicoli, proprietà condivisa, sostenibilità, idrogeno.

«Il settore sta cambiando pelle e anche player storici stanno riconfigurandosi verso le catene del valore dell’auto connessa ed elettrica - ha spiegato Gianluca Camplone della società di consulenza di McKinsey - il 30% degli utilizzatori mondiali abituali di auto è disposto a passare all’elettrico e il 60% ad abbracciare forme di mobilità condivisa. La direzione è presa e non si tornerà indietro. Nel 2025 il 60% delle hypercars prodotte, 2000, saranno “alla spina”. Alla Motor Valley consiglio di accelerare per strutturarsi come distretto turistico, e di puntare su carburanti sintetici, idrogeno e intelligenza artificiale».

Dall’elettrificazione dunque a quanto pare non si torna indietro. Nella tavola rotonda tra i rappresentanti dei marchi d’eccellenza della Motor Valley ciò è emerso con chiarezza. La Ferrari produrrà la sua prima auto elettrica nel 2025, la Pagani la sta studiando dal 2018, Lamborghini lancerà nel 2023 le sue prime auto ibridizzate, Dallara sta già lavorando con la Silk-Ev che ha deciso di insediarsi a Reggio (e pare punti a richiamare molti “cervelli in fuga” all’estero), Maserati nel 2022 proporrà la sua Granturismo elettrificata e in 3-4 anni tutta la gamma avrà una versione “green”. Livia Cevolini, Ceo di Energica Motor Company, può vantare di essere in anticipo di dieci anni nel campo delle moto elettriche.

«Ma ricordiamoci che nel 2030 il 50% delle auto vendute sarà ancora dotata di motore a scoppio», chiosa il presidente di Lamborghini-Bugatti Stephan Winkelmann. «La Motor Valley dell’Emilia Romagna deve diventare la Motor Valley del mondo, dobbiamo lavorare insieme per dare risposte a domande mai fatte - parola di Andrea Pontremoli, ad di Dallara - e realizzare auto a combustione più sostenibili ed efficienti». «Ogni azienda si prenda le sue responsabilità in una competizione tecnologica e una sfida formativa che non potrà farci che bene - chiude l’ad di Ducati Claudio Domenicali - noi produciamo veicoli prestazionali, emozionanti, moderni: ma anche l’elettrico può esserlo, il prossimo decennio ci dirà la direzione da seguire». —

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