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Montese, ritrovamento record: nel bosco 33 bombe della seconda guerra

Montese. Di bombe rimaste dai combattimenti della seconda guerra mondiale in Appennino ne sono state rinvenute tante, da una dorsale all’altra. Ma il ritrovamento di 33 ordigni inesplosi tutti insieme è un episodio abbastanza raro.

È successo a Montese, e non a caso, visto che è stato nel cuore dello scenario bellico. Qui nei giorni scorsi è stato ritrovato un vero e proprio deposito di bombe e munizioni in mezzo a un bosco della frazione di Iola, ai lati di via Monteforte. Erano state occultate in una buca, in modo parecchio accurato visto che nessuno ne aveva mai sospettato l’esistenza prima di sabato 19 giugno. Quando un residente nella zona in un’operazione di scavo si è accorto della presenza di un primo e poi un secondo ordigno, rendendosi quindi conto della serie. Da qui l’immediata chiamata ai carabinieri di Montese, che in sopralluogo hanno capito subito di trovarsi di fronte a una piccola santabarbara, cioè una polveriera sapientemente occultata. Da chi? Dai soldati americani, forse i brasiliani che liberarono il paese dopo mesi di cannoneggiamenti e scontri. Tutti gli ordigni infatti erano di fabbricazione Usa. Nello specifico: 12 razzi da bazooka, 5 razzi da fucile M9, 6 granate da mortaio da 60 millimetri, 9 granate da mortaio da 81 millimetri e un proiettile d’artiglieria da 105 mm.


L’area ovviamente è stata subito delimitata e il ritrovamento è stato immediatamente comunicato alla Prefettura, che ha richiesto l’intervento dell’Esercito. Che con gli specialisti del 2° reggimento Genio Pontieri di Piacenza ha provveduto a mettere in sicurezza gli ordigni per poi effettuare di volta in volta le operazioni di brillamento di tutti e 33 presso una cava limitrofa. Sono proseguite per tre giorni concludendosi ieri mattina, in collaborazione con i carabinieri.

Un intervento piuttosto impegnativo, sia nella gestione che nei rischi per gli operatori, perché nonostante il trascorrere degli anni le bombe restano sempre potenzialmente letali. Da qui ancora una volta l’appello a contattare immediatamente le forze dell’ordine in caso di rinvenimento. —

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