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«Pochi vaccinati tra i ragazzi modenesi, riaprire le scuole sarà dura»

Brambilla: «Percentuali basse dai 12 ai 19 anni. Voglio tranquillizzare i genitori: aderite, così aiutate anche la comunità»

MODENA Vaccinare anche per riaprire le scuole in totale sicurezza. È questo l’obiettivo che si è posta la Regione, recepito anche dall’Ausl di Modena. Già due giorni fa l’assessore alla Salute Raffaele Donini aveva annunciato che i ragazzi vaccinati con doppia dose non avrebbero mai più seguito le lezioni in didattica a distanza, ma si tratta di uno scenario che al momento appare piuttosto relativo e difficile da raggiungere. Prendendo i dati di Modena, si nota come nella fascia tra i 12 e i 14 anni le adesioni siano del 32,8% mentre in quella 15-19 del 52%.

«Con queste percentuali – spiega il direttore generale dell’Ausl di Modena Antonio Brambilla – è un problema pensare di riaprire le scuole in presenza». Brambilla si rivolge ai genitori: «Capisco le loro preoccupazioni e i dubbi nel vaccinare i figli. Magari pensano: “Noi siamo già vaccinati, perché vaccinare un ragazzino di 12/13 anni che se prende il Covid lo passa con pochissimi sintomi?”. La risposta sta nella comunità. Dobbiamo pensare al bene dell’intera cittadinanza, perché se non vacciniamo anche gli adolescenti il virus continuerà a circolare. E più circola più ci sarà la possibilità che si sviluppino nuove varianti. E poi abbiamo già visto che in rari casi anche i più giovani possono sviluppare forme gravi di Covid, con anche ricovero in Terapia intensiva».


La figlia di Brambilla è vaccinata: «Ha 20 anni e quando me lo ha chiesto le ho consigliato di farlo. D’altronde la sottopongo all’antinfluenzale da quando è bambina, ero io personalmente a fargliela – aggiunge – Però, ripeto, capisco le difficoltà dei genitori anche nel districarsi nel mare di informazioni allarmiste che vediamo ogni giorno, messe in giro dalla propaganda no-vax. Io mi sento di rassicurarli e li invito a sottoporre al vaccino i ragazzi».

Sul tema della didattica in presenza garantita per gli studenti vaccinati è tornato anche ieri Donini: «La proposta sta riscuotendo un certo interesse – conferma – ne parleremo nelle sedi ufficiali, quando si dovranno scrivere i nuovi protocolli di sicurezza per il nuovo anno scolastico».

«Mi baso su un fatto evidente – spiega l’assessore – siamo tutti d’accordo a dare la priorità di vaccinazione ai ragazzi tra i 12 e i 19 anni, perché la scuola deve partire sicura e in presenza. Speriamo di poter arrivare a ottobre avendo alle spalle la pandemia, ma nel caso dovesse circolare ancora il virus, come non è improbabile o come comunque non possiamo escludere, certamente avere la scuola sicura e in presenza è un motivo anche di riscatto sociale».

Vaccinando «oltre l’81% del personale – rileva Donini – abbiamo già raggiunto un importante obiettivo. Se riuscissimo a vaccinare tanto anche nella fascia 12-19 anni, potremmo veramente mettere in totale sicurezza la scuola».

In questo contesto, sottolinea l'assessore, «rispetto alle norme attuali, secondo le quali quando si verifica un focolaio a scuola vengono testati tutti e viene messa la classe in quarantena, io penso che proprio in virtù della loro immunizzazione, gli studenti vaccinati possono essere esentati da questo provvedimento. Ovviamente sta alla scuola decidere se e quando vanno in classe, e come organizzarsi. Io parlo da un punto di vista sanitario. Se raggiungiamo una certa immunizzazione, contribuiremmo molto a far sì che non si torni più alla dad, che è ciò che vogliamo tutti». —

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