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Le start up dei motori “cresciute” a Modena

È entrato nel vivo il progetto Motor Valley Accelerator, L’obiettivo è muovere 20 milioni per le giovani realtà

MODENA Il primo acceleratore italiano dedicato al settore automotive, il Motor Valley Accelerator, è ormai ai blocchi di partenza. Il 12 luglio le 9 start up selezionate tra le 65 che hanno partecipato a questa iniziativa lanciata otto mesi fa inizieranno il loro percorso e il primo settembre una sede modenese di Unicredit diverrà la loro base. Il Motor Valley Accelerator è frutto di un’operazione congiunta del Fondo Acceleratori di CDP Venture Capital Sgr-Fondo Nazionale Innovazione, Fondazione di Modena e UniCredit, con il supporto del broker tecnologico modenese CRIT e della piattaforma di open innovation Plug and Play.

Le start up selezionate avranno accesso a un percorso di accelerazione di sei mesi, al termine del quale le migliori potranno ricevere un ulteriore investimento da parte dei promotori. L’obiettivo è quello di movimentare complessivamente 20 milioni di euro per queste giovani realtà, catalizzando l’interesse internazionale verso questo nuovo polo innovativo dell’automotive italiano, il primo nel suo genere e che avrà visibilità su tutto il territorio nazionale. Sette le grandi imprese che hanno collaborato alla riuscita di questa iniziativa, pronte a garantire lavoro e capitali a loro volta, Magneti Marelli e St Microelectronics tra le altre.


Pier Carlo Padoan, presidente di UniCredit, ieri a Modena per il Motor Valley Fest ha ricordato come i dati sull’aumento del Pil italiano post pandemia, migliori del previsto, debbano confortare «ma possano trasformarsi in qualcosa d’altro: territorio, conoscenza, capitale umano e risorse finanziarie sono fattori che assieme alla fiducia dei cittadini potranno portare ad una normalità futura – ha spiegato – che sarà differente da quella passata».

106 i miliardi di Pil prodotti dall’automotive italiano nel 2020. «Questo acceleratore può diventare motore dell’innovazione – ha detto dal canto suo il sindaco Gian Carlo Muzzarelli – Il senso di marcia è chiaro e indicato dall’Agenda Onu 2020. E se il territorio è fondamentale per il successo di iniziative come queste voi non scappate, facciamo una squadra più grande per aumentare il valore aggiunto prodotto e spingere verso il futuro l’ecosistema Motor Valley».

Andrea Zorzetto di Plug and Play ha testimoniato come la mentalità californiana della sua azienda si sia in questo caso integrata con la realtà di Modena, «la più piccola delle trenta città del mondo dove operiamo” mentre Marco Baracchi, general manager di CRIT, ha sottolineato invece che i progetti proposti dalle start up selezionate sono quelli all’ordine del giorno per la mobilità del futuro, come l’elettrificazione, la guida autonoma, i nuovi combustibili, i materiali leggeri, le batterie ad alte prestazioni.

«Abbiamo fatto un vero e proprio scouting – ha concluso Baracchi – tra Università, Centri di ricerca, incubatori. Sono circa 150 le start up italiane nel settore dell’automotive. Abbiamo cercato team con un forte spirito imprenditoriale, capaci attraverso l’innovazione di risolvere problemi concreti per il mercato e le industrie, e di farlo lavorando a tempo pieno». —

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