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Riolunato. Estense prolungata il comitato lancia la sua battaglia: «Ora o mai più»

Rappresentanti di tutto il Frignano alla presentazione «Penalizzati in passato da divisioni, ora marciamo uniti»

Riolunato. Il comitato “La Via Maestra” ci crede davvero in questo “ora o mai più” per il progetto di prolungamento dell’Estense nei 5,8 km che separano Pratolino (Pavullo) da Strettara (Montecreto).

Lo ha mostrato ieri al teatro di Riolunato, presentando il piano come richiesta di un intero territorio, di cui si fa interprete un gruppo ampio e trasversale. Tra i componenti ci sono ex sindaci (Mirto Campi di Fiumalbo, Giuliano Romani di Pavullo, Italo Nesti di Pieve, Maurizio Cadegiani di Montecreto), avvocati (Gaia Venturelli di Lama Mocogno), imprenditori (il presidente del Consorzio Cimone Luciano Magnani) e rappresentanti delle associazioni (Graziano Rossi di Polinago per la Lapam, Rolando Manfredini di Riolunato per Coldiretti). Ma in sala c'era un'altra ampia rappresentanza istituzionale: dal senatore Corti al presidente della Provincia Tomei, il consigliere regionale Bargi, il sindaco di Sestola Bonucchi, il vicesindaco di Riolunato Checchi, il consigliere Fiorenza e il vicesindaco Micheli di Pieve, Paola Pasquali di Fanano (come rappresentante Forza Italia Alto Frignano, ma anche Maria Chiara Venturelli di Serra è nel comitato) e altri.


«È importantissimo vedere qui rappresentanti di tutti i 10 Comuni del Frignano – ha introdotto il sindaco di Riolunato Daniela Contri – uniti possiamo riproporre un tema fondamentale per la viabilità, in sospeso da troppo tempo». «Lo facciamo con le caratteristiche della gente di montagna: umiltà, concretezza e determinazione» ha detto Stefano Marchetti di Pieve. ««Se non ora quando? È il motto del nostro comitato, nella consapevolezza di un'occasione irripetibile per dare una risposta alla montagna – ha rimarcato il portavoce Campi – perché senza una strada di penetrazione, sarà difficile evitare un ulteriore spopolamento». Romani e Nesti hanno ripercorso tutto l'iter della nascita dell'Estense e poi del blocco del tracciato negli anni '80 ai Baldaccini, soprattutto per le divisioni tra i Comuni. Quelle stesse che hanno impedito a inizio anni 2000 di rilanciare l'opera quando fu inserita nei piani del ministro Lunardi. Manfredini e Magnani hanno sottolineato quanto un'economia territoriale importante abbia il suo futuro in questo prolungamento viario: «Se la maggior parte dei modenesi sceglie ancora le Alpi per lo sci, è perché c'è una strada migliore per raggiungerle» ha evidenziato Magnani. «Il nostro impegno a portare la richiesta a Roma c'è – ha garantito Corti – ma serve il supporto di un intero territorio».

Da parte sua, Tomei in termini realistici ha detto che comunque «bisogna fare delle scelte sulla viabilità: le priorità condivisa adesso sono le tangenziali di Pavullo e Lama, il miglioramento della Fondovalle Panaro e della Cerredolo-Ponte Dolo». —

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