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Il gigante Amazon apre le sue porte È nato il maxi-centro di Spilamberto

In attesa dell’inaugurazione, prevista per ottobre, il viaggio all’interno dell’impianto per lo smistamento di Rio Secco

SPILAMBERTO. Dice bene Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia: «Mi aspettavo di entrare in un cantiere e invece mi trovo in una struttura già formata». Questa, in effetti, è la prima sensazione. Ciò che si percepisce arrivando nell’imponente struttura che ormai è sorta alle porte di Spilamberto. Lì, nell’area storicamente denominata “Rio Secco”, è nato il centro di smistamento Amazon, un polo chiave per la distribuzione in Italia “firmata” dal colosso dell’e-commerce. C’è già una prima indicazione sulla vera e propria inaugurazione: ottobre. Quindi nel pieno rispetto della scaletta che, da subito, prevedeva il via nei pressi di quel periodo.



«Quindici mesi di lavoro, ne mancano ancora pochi e poi potremo chiudere il cantiere»: sono le parole di Eric Veron, leader della Vailog che ha sviluppato il progetto dello stabilimento. «Qui non stiamo parlando in un capannone come gli altri, questa è una vera e propria eccellenza». Ogni riferimento è al risparmio energetico (con i suoi pannelli fotovoltaici) e anche al sistema innovativo utilizzato per gestire l’immobile. «Siamo fieri di questa nuova creazione che ormai sta per essere completata e che ospiterà il centro Amazon. Un grande grazie va ai lavoratori, circa 250 anche provenienti dal territorio, e all’azienda francese Beg che ha gestito le operazioni di costruzione. Facile intuire che stiamo parlando di un progetto internazionale: Amazon statunitense, Vailog italo-britannica e appunto Beg francese».

I numeri, che interessano l’Hub di Spilamberto, non sono comunque esauriti qui. Ci sono per esempio i 35mila metri quadrati calpestabili che riguardano gli spazi interni del capannone. Oppure ci sono i 98mila metri quadrati che invece si riferiscono all’area impegnata. 200 i posti di lavoro in 3 anni, anche su questo aspetto ieri mattina sono arrivate conferme.

Come detto, immergendoci proprio nel tour all’interno della struttura, si ha la netta sensazione di raccontare un lavoro già decisamente avanzato. Ed effettivamente è così. Nel cuore dell’Hub non ci sono ancora i macchinari necessari per smistare i pacchi di Amazon, come del resto non ci sono le “isole” per la gestione delle lavorazioni. Quello che salta agli occhi è quindi il grande spazio, la vastità di un luogo che appare ben diverso da un “semplice” stabilimento. E dire che, per ovvi motivi di sicurezza, il “viaggio” riservato a stampa e autorità è stato solamente in una minima porzione della grande stabilimento.

A proposito di autorità: oltre al già citato Tomei, all’open-day erano presenti anche esponenti delle Amministrazioni vicine a Spilamberto. I sindaci Tagliavini e Tanari rispettivamente da Savignano e Zocca. Gli assessore Pesci da Vignola, Solignani e Ferrari da Castelnuovo e il vicesindaco Adani per Marano. Con loro i consiglieri regionali Luca Sabattini, che siede nei banchi della maggioranza, e Simone Pelloni ex sindaco di Vignola e ora in Regione con la Lega.

Anche per loro un tour decisamente curioso prima di una mini conferenza stampa dove i vertici di Amazon e Umberto Costantini, sindaco di Spilamberto e padrone di casa, hanno raccontato dello stato avanzato dei lavori. Scelto anche il logo che andrà ad accompagnare il nome (BLQ 8, la sigla nel vicino aeroporto di Bologna) del centro smistamento. Proprio l’azienda americana, con sede a Seattle, ha deciso di puntare sul torrione di Spilamberto per marcare ancora di più la vicinanza con il territorio (concetto, questo, più volte ribadito durante l’incontro).

Per chiudere la mattinata una particolare cerimonia: all’esterno della maxi struttura spilambertese è stato piantato un ciliegio in omaggio, evidentemente, alla valle che da ottobre ospiterà il nuovo centro smistamento di Amazon. —

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